Archivi del mese: agosto 2016

esercizi di greco antico: composizione, che passione.

W.Nelson, Greek Exercises

W.Nelson, Greek Exercises

Premessa l’ambivalenza del titolo, volete davvero sbizzarrirvi?

In questo libro, Greek Exercises, di W.Nelson (Longman, Rees, Orme, Brown, and Green, London 1831), c’è del materiale per voi.

Riprendo dall’introduzione: ogni capitolo è diviso in tre parti (questa però l’ho già sentita) – la prima (esempi per regola) contiene frasi semplici, predisposte secondo la regola sintattica che si vuole perfezionare, la seconda (esempi promiscui) contiene frasi che richiedono l’uso di varie regole, a partire tra quelle già viste – e fino a qua si parla di frasi in inglese (del periodo, thou wast seeing – scordatevi you were seeing).
Nella terza parte, presente dal capitolo secondo in poi, (hic sunt leones) ci sono frasi latine da tradurre in greco antico: fatte le prime due, dovreste essere in grado.

Prima degli esercizi, c’è un riepilogo della sintassi del greco antico in 66 punti: il numerologo che si nasconde dentro di voi saprà certo spiegarne il perché.

Infine, non ancora soddisfatto, l’autore ci delizia/infligge (fate voi) le sue Observations on some Idioms of the Greek Language, poiché, essendo il comprendere gli idiomi peculiari di un linguaggio un lavoro importante e difficile, si spera che queste osservazioni lo faciliteranno agli studenti.

Se qualcuno crede che il miglior modo per padroneggiare la sintassi di un linguaggio sia quello di produrne dei testi, suppongo con ciò avrà da divertirsi. Per tutti gli altri, dietro questo link, c’è la soluzione degli esercizi.

 

Buona giornata.

p.s.: mai finiremo di ringraziare chi si è adoperato nella digitalizzazione di tutti questi contenuti, che continuiamo a saccheggiare dal sito archive.org – ma con il dovuto rispetto.

 

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo: gp . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”).

 


modernariato grammatica greca, sulle preposizioni (a partire dallo spazio)

Spazio, ultima frontiera.

Dal saccheggio digitale di archive.org continuano a uscire perle di saggezza: avevamo infatti appena finito di mettere sommariamente in evidenza, in un recente post (spazio e tempo: sul significato originale delle preposizioni), come le preposizioni del greco antico prendessero significato da determinazioni di spazio e tempo, quando siamo incappati in un testo che precisa il concetto – almeno per lo spazio.

greek preposition from original of space

F.A.Adams, The Greek Prepositions: Studied from Their Original Meanings as Designations of Space. (D. Appleton and Company, New York 1885). Il libro è scaricabile e stampabile liberamente, i diritti di copia sono scaduti.

L’incipit è lapidario: qualunque teoria possiamo adottare a proposito delle origini del linguaggio, tutti gli studiosi del mondo sono concordi nel dire che le sue parole derivino in gran parte da nozioni di cose nello spazio. Questo libro presenta i risultati di uno studio delle preposizioni del Greco dal punto di vista di questa affermazione.

 

Ci sono 130 pagine di argomentazione ed esempi: probabile delizia per appassionati e cultori della materia, presumibile croce per chi ne stia apprendendo i rudimenti, al limite della follia per almeno il rimanente 94% della popolazione mondiale (a prendere per buona, e projettarla sul mondo intero, la statistica percentuale dei nuovi iscritti al ginnasio sul totale – sbagliando quindi per eccesso, e di grosso).

 

Buona lettura, nel caso.

 

 


tre mesi per leggere l’Anabasi in greco, istruzioni per l’uso

Three Months Preparation for Reading Xenophon. Copertina

Three Months Preparation for Reading Xenophon. Copertina

Ciao a tutti,

sul sito archive.org abbiamo trovato un testo-laboratorio di grammatica del greco antico essenziale – ottanta pagine circa – ma davvero ambizioso: promette infatti al lettore di portarlo a leggere l’Anabasi di Senofonte (in greco) in soli tre mesi.

Questo libro, Three Months’ Preparation for Reading Xenophon (Appleton & Company, New York, 1889), risulta essere senza copyright: si può quindi scaricare e stampare il pdf liberamente. L’autore è lo stesso James Morris Whiton del fortunato Six weeks’ preparation for reading Caesar (Ginn & Company, Boston, 1886): introduzione al latino volta alla lettura del De Bello Gallico.

 

Visto che il post precedente su questo testo è stato molto letto, approfondiamo il tema con qualche istruzione per l’uso.

Il libro è diviso in otto capitoli: dopo l’inevitabile tassa da pagare su alfabeto e fonetica, la grammatica del greco antico è presentata nell’ordine: verbo -> nome -> articolo -> aggettivi -> pronomi -> participi -> preposizioni. All’inizio era il verbo, verrebbe da dire, e il verbo (come il nome) verrà ripreso via via anche negli altri capitoli; alla fine è un piccolo vocabolario utile per gli ultimi esercizi del testo (dal XX in poi).

La struttura del capitolo è sempre la stessa: note grammaticali, lessico essenziale ed esempi, esercizi di traduzione dal greco, esercizi di traduzione dall’inglese. Nelle note grammaticali si fanno frequenti riferimenti alla grammatica di Hadley e Allen (anche questa reperibile senza problemi da archive.org: J.Hadley, F.Allen. A Greek Grammar for Schools and Colleges, D. Appleton & Co., New York, 1884): averne sotto mani il .pdf è senz’altro una buona idea.

Nel primo e all’inizio del secondo e terzo capitolo l’autore infatti, anziché introdurre i concetti di base, preferisce porli come domande e indicare al lettore dove trovare le risposte sulla grammatica Hadley-Allen; atteggiamento che non lo renderà molto popolare, temo. Non siamo più abituati infatti al “prima c’è uno scoglio d’affrontare”; resta poi altrettanto poco utile fare presente come anche Umberto Eco nel suo Pendolo di Focault adotti una strategia di selezione del lettore simile (cfr. la prefazione al PdF, ma vado a memoria, potrei ricordare male).

A parte questa stravaganza, il ritmo del testo è regolare: basta avere la pazienza di seguirlo. Mi sento solo di consigliare al lettore motivato non solo di copiare a mano sul proprio quaderno di esercizi ogni parola greca che incontri man mano nel libro, ma anche di trascrivere gli esempi e le frasi degli esercizi dal greco al computer (per chi ha il Mac, c’è anche una piccola guida all’utilizzo della tastiera greca). In questo modo acquisirà pian piano la necessaria padronanza di accenti e spiriti.

 

Buona lettura.

 

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo: gp . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”).


FGB: commento alla lezione V – introduzione ai verbi

Museo di Epidauro, Argolide.

Museo di Epidauro, Argolide.

il First Greek Book (J.W.White, 1896, Ginn & Company) è un testo-laboratorio introduttivo al greco antico pensato per mettervi in guardia nel caso abbiate velleità di iscrivervi al liceo classico, oppure se siete davvero motivati per prepararvi, o ancora se l’avete scampata a suo tempo ma vi è rimasta la curiosità di sapere quello che vi siete persi… insomma fate un po’ voi; tanto non diverrete filologi classici per questo ma almeno sarete in grado – sbagliando peraltro pronuncia – di chiedere aiuto al bagnino greco, a trovarne uno quando serve.

La lezione V introduce la coniugazione del verbo: argomento diversamente leggero. Come si diceva una volta: hic sunt leones.

Lezione V: i verbi, introduzione.

Iniziamo dando i numeri. In Greco Antico vi sono tre diatesi: attiva, passiva e …media (non fate gli spiritosi). Vi sono poi quattro modi finiti: indicativo, congiuntivo, ottativo e imperativo; i modi indefiniti sono due: infinito e participio (e qui un’azzeccagarbugli direbbe che sono in realtà nominali verbali: l’infinito è un nome e il participio è un aggettivo verbali). I tempi sono sette: quattro tempi principali (o primari) – presente, futuro, perfetto e futuro perfetto, tre tempi storici (o secondati) – imperfetto, aoristo e piuccheperfetto.

Quindi ci sarà da capire cosa ci facevano gli antichi greci con l’ottativo. E con l’aoristo. E se ho presente cosa succede in latino temo anche il congiuntivo sarà da interpretare: vedremo. E il medio? Cosa vorrà mai dire?

Le persone sono tre, come avviene per i nomi: singolare, plurale e duale (riecco i due cavalli).

Attenzione: nei verbi l’accento è recessivo: tende cioè a risalire il più possibile verso l’inizio parola. L’oscurità di questa affermazione verrà disvelata a suo tempo debito, abbiate fede.

La parte fondamentale del verbo è la radice o tema verbale, che indica il significato dell’azione e dalla quale dipendono le varie coniugazioni. Ad esempio, il tema di πέμπω (io mando) è πεμπ, il tema di βουλεύω (io decido) è βουλευ.

Ed è solo l’inizio. Alla prossima.

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo: gp . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”).

p.s.: proseguono gli inserti omeopatici di sintassi nei vocabolarietti di fine lezione. Vi incuriosiva sapere come si traduce il moto da luogo? Eccovi serviti: con la preposizione ἐξ (davanti a vocale) ἐκ (davanti a consonante) + GENitivo (analogamente al costrutto a, ab  + ABLativo, in latino). E per la negazione? Facile: οὐ (davanti a consonante), οὐκ (davanti ad uno spirito dolce), οὐχ (davanti a uno spirito aspro).

 

<PUBBLICITA’ PROGRESSO>Sempre a disposizione dei volonterosi un corso (poco per volta mandiamo in onda i materiali) sul sito memrise.com – gratis, si accede da questo link (e da quest’altro se volete la versione greco-inglese), che del FGB riprende le unità lessicali e gli esercizi di traduzione (dagli originali greco-inglese e inglese-greco abbiamo ricavato i corrispondenti greco-italiano e italiano-greco). Potete sempre scaricarlo sul vostro smartphone, per darvi un tono con gli anziani e allo stesso tempo continuare sottobanco a leggere bimbominkiate, magari su wattpad.</PUBBLICITA’ PROGRESSO>

 

 


leggere Latino: le sedici regole base della sintassi (parte seconda)

Museo di Epidauro - Argolide

Museo di Epidauro, Argolide.

Ciao a tutti,

come promesso, ecco le restanti otto regole essenziali cui si pretende ridurre la sintassi latina e, ciò nonostante, aver qualche speranza di leggere un classico latino a caso (facciamo di Giulio Cesare, per semplificare) comunque con qualche successo, come ipotizza sia possibile il professor Post, nell’introduzione al suo libro Latin at sight: with an introduction, suggestions for sight-reading, and selections for practice (E.Post, Ginn & Company, Boston, 1894):

”’… How much grammar will suffice?…:

” We find that all that requires unreasoning memory may be reduced to the following heads :

  1. (le cinque declinazione, aggettivi e participi) The five declensions, which include all adjectives and participles;
  2. (il genere dei nomi) the rules for gender, and exceptions;
  3. (le quattro coniugazioni dei verbi, attivo e passivo, e il verbo essere) the four conjugations, active and passive, which latter voice includes sum;
  4. (le coniugazioni dei verbi irregolari eo, volo/nolo/malo, possum) the irregular verbs eo, volo, nolo, malo, possum;
  5. (due pagine di sintassi) syntax: two pages.

All this might easily be comprehended within twenty-four octavo pages.”

Per la sintassi abbiamo preso, come prima approssimazione, le 16 REGOLE DI SINTASSI indicate da James Morris Whiton nel suo Six weeks’ preparation for reading Caesar. (Ginn & Company, Boston, 1886): a scriverle otto per pagina, fanno infatti due paginette giuste giuste.

Nota bene: i due libri indicati sono di pubblico dominio, potete seguire i link e scaricare il pdf dal sito archive.org.

Per i diversamente volonterosi ecco le ultime otto. Le prime sono già state trascritte.

  1. La concordanza. Un aggettivo viene espresso nello stesso Genere, Numero e Caso del nome cui si riferisce. es: servus bonus, puella bona, initium bonum.
  2. Il dativo di possesso. Quando il verbo essere indica possesso allora vuole che il possessore vada in dativo, e la cosa posseduta vada in nominativo. es: mihi est canis, io ho un cane.

  3. Frasi passive e complemento d’agente. Con un verbo al passivo, chi compie l’azione va in ablativo, preceduto da a o ab. es: murus a romanis deletus est, il muro fu distrutto dai romani.

  4. Il secondo termine di paragone. Il comparativo può essere seguito da un ablativo che indichi il secondo termine di paragone. es: gladius pilo brevior est, la spada è più corta del giavellotto.

  5. Il complemento di tempo continuato. Un intervallo di tempo è espresso in accusativo. es: multos annos rexit, (egli) regnò (per) molti anni.

  6. Il genitivo partitivo. Una parola che denoti una parte è limitata da un genitivo che denoti il tutto. es: partem copiarum poposcit, (egli) richiese una parte dell’esercito.

  7. Il doppio dativo. Spesso vengono usati due dativi assieme, uno per indicare la persona o cosa verso cui l’altro indica scopo o risultato (vantaggio o svantaggio). es: murus nobis est presidio, il muro è a nostra difesa (letteralmente, il muro è a noi per fine di difesa; ma potremmo anche dire abbiamo un muro per difesa).

  8. La perifrastica passiva. Con il gerundivo (participio in -dus usato in funzione attributiva) colui che deve compiere l’azione va espresso in dativo. es: mihi pugnandum est, io devo combattere (letteralmente, a me è il combattere).

Tutto qui? Troppo facile, in effetti. Ci sono almeno due situazioni al limite della frode intellettuale – a metterla giù dura.

La prima, quello evidente, è alla regola numero 16: ci sono troppi prerequisiti per capire cosa voglia dire – al confronto le altre 15 sono di lettura superimmediata. Serve una spiegazione di tutto quanto vi è stato dato per scontato.

La seconda situazione subdola lo è però assai di più: nel libro le regole base sono solo queste sedici, ma ci sono parecchie osservazioni (remarks) dove si nascondono dei dettagli non trascurabili – il diavolo, si dice, stia nei dettagli.

A questo punto, per non omettere di fare quanto in nostro potere, continueremo in un prossimo articolo a vedere cosa ci sia in tutte queste osservazioni.

Buon ferragosto, saluti.

(p.s.: anche questo post è in ricordo del mio primo insegnante di latino: il compianto Padre Vincenzo Silvestri, dell’Ordine Regolare dei Padri Somaschi al Collegio Gallio di Como. “Latinuccio, du’robbette”, ci diceva all’inizio della lezione di Latino delle medie.)


leggere Latino: le sedici regole base della sintassi (parte prima)

Museo di Epidauro - Argolide

Museo di Epidauro, Argolide.

Ciao a tutti,

questa volta si vuole ridurre la grammatica latina a poche, pochissime regole essenziali e, ciò nonostante, aver qualche speranza di leggere latino comunque con qualche successo, come ci racconta (indirettamente, con quella bellissima tecnica retorica della citazione d’autore terzo) sia possibile il professor Post, nell’introduzione al suo libro Latin at sight: with an introduction, suggestions for sight-reading, and selections for practice (E.Post, Ginn & Company, Boston, 1894):

”’… And, in order to read Latin fairly well, much less grammatical knowledge is necessary than is often thought essential, provided that it be thoroughly learned and perfectly at command. How much grammar will suffice? Says Mr. D’Archy W. Thompson:

” We find that all that requires unreasoning memory may be reduced to the following heads:

  1. (le cinque declinazione, aggettivi e participi) The five declensions, which include all adjectives and participles;
  2. (il genere dei nomi) the rules for gender, and exceptions;
  3. (le quattro coniugazioni dei verbi, attivo e passivo, e il verbo essere) the four conjugations, active and passive, which latter voice includes sum;
  4. (le coniugazioni dei verbi irregolari eo, volo/nolo/malo, possum) the irregular verbs eo, volo, nolo, malo, possum;
  5. (due pagine di sintassi) syntax: two pages.

All this might easily be comprehended within twenty-four octavo pages.”

I primi quattro punti sono di per sé evidenti, ma per la sintassi? Cosa tenere buono? Possiamo usare, almeno come prima approssimazione, le 16 REGOLE DI SINTASSI indicate da James Morris Whiton nel suo Six weeks’ preparation for reading Caesar. (Ginn & Company, Boston, 1886); a scriverle otto per pagina, fanno infatti due paginette giuste giuste.

Nota bene: i due libri indicati sono di pubblico dominio, potete seguire i link e scaricare il pdf dal sito archive.org.

Per i più pigri (pardon, differentemente volonterosi) inizio a riportarne le prime otto.

  1. Il genitivo di specificazione. Un nome che limiti o definisca un (altro) nome che indichi una cosa diversa è messo in genitivo. es: poenae mora, il ritardo della punizione.
  2. Utilizzi del caso ablativo. Causa, maniera, mezzi, strumento sono espressi in ablativo. es: Gallorum causa, a causa dei Galli; poenae modo, a modo di punizione (per punizione); fugae mora, a causa del ritardo della fuga; gladio, con una spada.
  3. Quando e dove vanno in ablativo. Il tempo quando e il luogo dove (avviene l’azione) sono espressi in ablativo. es: initio anni, all’inizio dell’anno; (in) castris, nell’accampamento.
  4. Utilizzo del caso nominativo. il soggetto di un verbo, in ogni modo, (eccetto all’infinito, come vedremo dopo) va in nominativo. es: equus portat, il cavallo trasporta.
  5. Utilizzo del caso accusativo. l’oggetto diretto dell’azione espressa dal verbo va in accusativo. es: equus virum portat, il cavallo trasporta l’uomo.
  6. Utilizzo del caso dativo. l’oggetto indiretto (verso o a vantaggio/svantaggio del quale si compia l’azione) va in dativo. es: servo poenam parat, (egli) prepara la punizione per il servo.
  7. Il soggetto di un verbo al modo infinito. il soggetto di un verbo al modo infinito va in accusativo. es: pueros pugnare audit, (egli) ascolta i ragazzi combattere (ovvero, egli ascolta i ragazzi che stanno combattendo).
  8. La frase infinitiva. i verbi che significano ascolto, vista, conoscenza e racconto sono seguiti da una frase con un verbo all’infinito (e quindi con un soggetto all’accusativo) che descrive un fatto. es: pueros pugnare audivit, (egli) ascoltò che i ragazzi stavano combattendo. In italiano viene meglio ascoltò i ragazzi combattere (esito diretto dal latino)

Lascio le altre otto ad una prossima volta, abbiate fede. E poi non venite a dirmi che il Latino è difficile, basta avere pazienza; buon fine settimana.

(p.s.: ricordo con questo post il mio primo insegnante di latino: il compianto Padre Vincenzo Silvestri, dell’Ordine Regolare dei Padri Somaschi al Collegio Gallio di Como. Il Silvestri soleva definire in modo scherzoso le nozioni latine che ci passava, appassionatamente ma con risultati ahilui altalenanti, “latinuccio, du’robbette”: quel poco d’ironia di cui sono capace lo penso ispirato dal Silvestri. Sono abbastanza certo questo mio temerario riconoscimento postumo non potrà compensare la recensione che quel Gran Lombardo del Manzoni fece a suo tempo degli insegnamenti dei Somaschi; faccio comunque quanto è in mio potere secondo natura – ed Epitteto mi sia testimone).


Bibliothek Arthur Schopenhauer: i testi digitalizzati della biblioteca personale del filosofo

ogni tanto, un’ottima notizia. questa però è di vero conforto in chi ancora si ostini a valutare interessante la possibilità di consultare i classici nella lingua in cui sono stati scritti. ignoro l’idioma tedesco, ma sapere le opere di S. siano accessibili in lingua originale è per me consolazione quasi pare a quella che traggo dalla lettura (in italiano) delle medesime.

ringraziare quanti si siano adoperati a rendere possibile tutto questo, più che un obbligo, è un vero piacere.

bibliofilosofiamilano

Arthur Schopenhauer cartoon by W. Busch

[W. Busch]

Se siete interessati a Schnopenhauer, vi segnaliamo che è presente nel sito della Goethe University di Francoforte la Bibliothek Arthur Schopenhauers, ossia la digitalizzazione dei testi presenti nella biblioteca personale del filosofo.

Si tratta di una lista di 138 titoli con le annotazioni del pensatore. Potete scorrere l’elenco e ordinare i record per anno, per autore, per tipologia del documento e per parole chiave.

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FGB: commento alla lezione IV – prima declinazione, nomi in -η (eta)

Museo di Epidaduro, statue

Museo di Epidauro, Argolide. Statue (Asclepio in primo piano)

FGB è l’acronimo di First Greek Book (J.W.White, 1896, Ginn & Company), laboratorio introduttivo al greco antico tale che, anche se non diverrete filologi classici, almeno sarete in grado – sbagliando pronuncia – di leggere i menù dei ristoranti greci: potrete quindi fare discreta figura con la fidanzatina o il fidanzatino di turno (per non sbagliare, nel caso: insalata greca, gyros pita e ai maggiorenni birra FIX).

 

La lezione IV riprende la prima declinazione (declinazione in alfa) introdotta nella scorsa lezione, questa volta per i nomi femminili che terminano in …eta! .

Lezione IV: prima declinazione: nomi femminili in -η.

Quindi, se ho capito bene, la prima declinazione viene detta anche declinazione in alfa e poi troviamo nomi che terminano in eta… ah ok basta guardare il nominativo plurale – escono tutti in -αι.

La regola: se un nome femminile della prima in alfa lungo (ᾱ), ha come penultima lettera ε, ι, o ρ allora termina davvero in -ᾱ (al nominativo singolare), altrimenti termina in -η (la sola flessione del singolare ne resta influenzata: al plurale tutto rimane invariato). In pratica, dal vocabolario leggo il lemma che riporta nominativo e genitivo singolari: questi nomi escono, accenti a parte, in -η, -ης e il loro articolo è ἡ (he, nominativo femminile).

κώμη, κώμης, ἡ (il villaggio, parossitono), σκηνή, σκηνῆς, ἡ (la tenda, ossitono)

le uscite al singolare sono, a meno di accenti: -η, -ης, -ῃ, -ην, -η (solito schema nom, gen, dat, acc, voc)

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo: gp . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”).

p.s.: ah dimenticavo, in attesa di andare in dettaglio nella sintassi dei casi e delle preposizioni, il nostro autore inserisce quatto quatto qualche anticipazione essenziale per svolgere gli esercizi direttamente nei vocabolarietti di fine lezione. Un esempio? la preposizione ἐν + DATivo indica il complemento di stato in luogo (analogamente a in + ABLativo, in latino). Ditemi voi se non è una perfidia questa.

 

<PUBBLICITA’ PROGRESSO>Sempre a disposizione dei volonterosi un corso (poco per volta mandiamo in onda i materiali) sul sito memrise.com – gratis, si accede da questo link (e da quest’altro se volete la versione greco-inglese), che del FGB riprende le unità lessicali e gli esercizi di traduzione (dagli originali greco-inglese e inglese-greco abbiamo ricavato i corrispondenti greco-italiano e italiano-greco). Potete sempre scaricarlo sul vostro smartphone, per darvi un tono con gli anziani e allo stesso tempo continuare sottobanco a leggere bimbominkiate, magari su wattpad.</PUBBLICITA’ PROGRESSO>

 

 


leggere Greco: in tre mesi da zero all’Anabasi di Senofonte

Ciao a tutti,

altra pesca miracolosa dal sito archive.org: questa volta un laboratorio di grammatica del greco antico essenziale – succede tutto in ottanta pagine malcontate, salvo riferimenti ulteriori – ma ambizioso: promette al lettore sufficientemente motivato di metterlo in grado di leggere l’Anabasi di Senofonte in tre mesi, partendo da zero.

Questo libro, Three Months’ Preparation for Reading Xenophon (Appleton & Company, New York, 1889), è stato digitalizzato ed è disponibile pubblicamente su archive.org (i diritti di copia risultano essere scaduti, almeno fino a prova contraria), si può quindi scaricare il pdf.

L’autore è lo stesso James Morris Whiton del Six weeks’ preparation for reading Caesar (Ginn & Company, Boston, 1886): introduzione al latino volta alla lettura del De Bello Gallico di Cesare. E usa lo stesso approccio: anche in questo caso quindi diritti all’obiettivo senza dare spazio, nella morfosintassi, a casi particolari o approfondimenti non strettamente necessari; lessico ridotto al minimo indispensabile – e funzionale alla lettura, esercizi mirati costruiti a partire da casi concreti, che si ritrovano poi nel testo. Le grammatiche greche indicate come riferimento sono anch’esse disponibili in pdf, sempre dal sito archive.org.

Ottanta pagine in tre mesi fanno quasi una pagina al giorno in media: me le aspetto parecchio dense. Buon fine settimana.

 

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo: gp . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”).


leggere Latino: eccesso di aspettativa

Ciao a tutti, letturina dedicata agli espertoni dei modelli lineari.

 

”’Mulier vidua gallinam habebat, quae cotidie unum ovum pariebat. Ilia existimabat, si gallinam diligentius saginaret, fore, ut ilia bina aut terna ova cotidie pareret. Cum autem cibo superfluo gallina pinguis esset facta, plane ova parere desiit.”’

 

Anche questo esempio è tratto da Latin at sight: with an introduction, suggestions for sight-reading, and selections for practice (E.Post, Ginn & Company, Boston, 1894).