Archivi categoria: composizione greco antico

una pagina sulle preposizioni nel greco antico

Ciao a tutti,

una qualche introduzione alle preposizioni del greco antico ci dovrà pur essere: proviamo con questa. Proposizioni che reggono uno, due o tre casi (tra GENitivo, DATivo e ACCusativo).

 

preposizioni_thefirstgreekbook

 

Il numero 232 fornisce una chiave di lettura: in genere la preposizione (nell’esempio, παρά) con il GEN indica il “DA DOVE”, con il DAT indica il “DOVE”, con l’ACC il “VERSO DOVE”.

Mai dimenticare, infine, che “ciascuna preposizione ha sempre all’origine un valore spaziale o temporale, che costituisce il significato base delle preposizione;” (P.Agazzi, M.Vilardo, Τριάκοντα).

Siamo debitori di questa pagina riassuntiva a: J.W.White, The First Greek Book, (pag.58). A volerle imparare con il sistema delle flashcard, c’è anche un corso memrise dedicato.

Buona giornata.


Esercizi di composizione in greco antico, lezione XI: seconda revisione

Ciao a tutti,

oggi è la giornata giusta per un altro po’ di ripasso. Pronti quindi per la seconda revisione (R&SP) del corso di composizione in greco antico, seguendo sempre il testo Greek Prose Composition. Anche questa R&SP è costituita come la precedente: ho estratto le principali regole proposte nelle lezioni dalla VII alla X, preso ad esempio la lista di vocaboli e ho costruito frasi a partire da elementi appartenenti a questi due insiemi. L’obbiettivo rimane sempre quello di rafforzare la grammatica con esercizi di composizione che riprendono, a poco a poco, tutte le regole studiate.

Nelle lezioni successive alla prima revisione (era la lezione VI, ora siamo alla XI) troviamo l’uso dell’imperativo e del congiuntivo esortativo, le frasi che indicano necessità e dovere e la sintassi di alcune proposizioni greche.

Qualche regola notevole da evidenziare:
-la proposizione causale costituita da ὄτι, ὠς con l’indicativo: ὄτι ἤκουε “perché sentì”, una delle più frequenti insieme alla temporale (almeno a mia esperienza);
-la proposizione finale introdotta da ἴνα, ὠς con il congiuntivo: ὠς με ἴδοι “affinché mi vedesse”;
-il congiuntivo esortativo: viene usato per comandare qualcosa solo nelle prime persone (dato che per queste non esiste l’imperativo). Ad Esempio ἒλθωμεν “andiamo noi” (a comandare? eheheh).

Tra i vocaboli proposti nel lessico per la R&SP ci tengo sottolineare ἀναβαίνω, verbo composto da ἀνα (giù) e βαίνω (andare) quindi “andare giù, scendere”: è lo stesso verbo dal quale viene la parola ἀναβάσις, già evidenziata in precedenza.

La preposizioni sono elementi fondamentali nella lingua greca: ce ne sono moltissime; alcune reggono solo un caso, come  περί con il genitivo (“περί φύσις”, sulla natura) complemento di argomento, altre due, come μετά, che con il genitivo indica il complemento di compagnia e con l’accusativo “dopo” (“μετά πατρός”, con il padre) e altre ancora tre casi come παρά che con il genitivo esprime il complemento d’agente, con il dativo lo stato in luogo e con l’accusativo il moto a luogo (“παρά Ἀθήνας”, verso Atene).

Infine il verbo τιμάω “onorare”, molto utilizzato. È un verbo contratto (la contrazione è un fenomeno fonetico costituito dalla fusione in un’unica vocale di due vocali contigue presenti all’interno di parola): in greco ci sono tre tipi di verbi contratti, in -αω, -εω, -οω (di solito come esempi si prendono τιμάω, φιλέω e δηλόω, che significano rispettivamente onorare, amare e mostrare); questa informazione a me fu segnalata all’inizio del primo anno di ginnasio, subito dopo aver studiato i verbi regolari, ma questo libro di composizione non la cita neanche. Per quale motivo questi verbi sono così particolari? Perché avendo come penultima lettera una vocale si contraggono nell’intera coniugazione; ma non preoccupatevi, una volta capito il procedimento viene tutto più facile.

Attenzione, il livello, rispetto alla prima R&SP è cresciuto: nel costruire le frasi è stata necessaria più attenzione e concentrazione (e non poca di più): andando avanti nel testo le regole grammaticali diventano man mano più complicate. Il lavoro è stato comunque completato (con successo… who knows?), questa attività di costruzione frasi mi sta aiutando anche nella traduzione dal greco: riesco ad analizzare i periodi più fluentemente rispetto all’inizio dell’estate.

 

Nota bibliografica. Il testo seguito è un manuale di fine ottocento, ormai di pubblico dominio (il pdf si trova sul sito archive.org, liberamente e gratuitamente scaricabile e stampabile).

Henry Carr Pearson, Greek Prose Composition (1897); in particolare per l’uso della Review and Sight Practice (R&SP): attività che l’autore consiglia come esercitazione sistematica in aggiunta alle traduzioni consuete. La R&SP prevede che l’insegnante, dato un lessico di vocaboli e una lista di costrutti già visti in esempi precedenti, prepari delle frasi (originali) da proporre alla classe come esercizi di composizione.

 

 

 

Qualche materiale – gli esercizi risolti e le R&SP – verrà caricato man mano sul sito memrise.com, per poterlo studiare anche dallo smartphone. Per ogni composizione avremo le due varianti inglese -> greco e italiano -> greco (un lavoraccio, diciamolo pure).

I corsi memrise sono gratis, e si raggiungono da questi link

Ecco infine il link al testo del Pearson:

 

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo:

a2k . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”)


Esercizi di composizione in greco antico, lezione VI: prima revisione

A ginnasio terminato si sono visti un sacco di elementi di morfosintassi del greco antico: visti e studiati abbastanza, quasi da non volerne più sapere (si scherza). Peccato serviranno anche al Liceo, imminente: come si può fare a non dimenticarli? Idea: qualche esercizio di composizione (iniziamo con delle frasette, poi pian piano allargheremo il tiro) non potrà certo nuocere. Almeno, mi dicono un tempo si usasse fare così.

Seguiamo quindi le lezioni di un vecchio corso di composizione greca, il Greek Prose Composition: nell’indicare un percorso di ripasso abbastanza esaustivo per morfologia e sintassi, il libro prevede, ed incoraggia, la possibilità di costruire degli esercizi (Review and Sight Practice – R&SP nel seguito, li chiama); dopo ogni cinque lezioni (circa) l’autore individua una lista di vocaboli e propone all’istruttore di costruire con questi termini e applicando le regole delle lezioni precedenti (tenendo quindi ben presente gli esempi forniti) delle frasi in greco da far tradurre poi a vista.

Solo che qui l’istruttore non c’è, sorteggeremo quindi noi stessi sia una qualche regola che un po’ di parole e proveremo con queste prima a costruire una frase che rappresenti la regola (un nuovo esempio, insomma), poi a tradurla (a questo punto verrà facile, in fondo l’abbiamo pensata noi sin dall’inizio).

Perché fare composizione greca, dicevamo, attività che normalmente non è più richiesta a scuola? Proviamo, può servire a verificare meglio la conoscenza della grammatica: non si riesce scrivere correttamente senza saperne le regole; in questo modo la ripassiamo esercitandola in pratica (poi se nessuno leggerà mai i risultati… pazienza).

Le prime cinque lezioni introducono la sintassi dei casi e i pronomi: prima quelli dimostrativi, indefiniti e interrogativi; poi i personali e possessivi. I pronomi sono una delle parti del discorso più utilizzate nel greco antico (rispetto al latino, almeno).

Il primo esercizio di revisione inizia quindi su queste basi; qui riportiamo qualche esempio di regola tra quelle prese in esame:
– sintassi del genitivo semplice: τῆς ἐλευθερίας ὐμᾶς εὐδαιμονίζω “mi congratulo con voi per la libertà” (genitivo di causa, in questo esempio, ma il genitivo può essere anche di materia, di misura e valore);
– sintassi del dativo: τὰ ὂπλα τοῖς στρατιώταις “le armi contro i soldati” (dativo di svantaggio). Come il genitivo, il dativo può indicare tempo, possesso, causa; genitivo e dativo svolgono le funzioni del caso ablativo latino, caso che in greco antico non esiste (se siete rattristati, pensate che il greco moderno si è perso anche il dativo) e i suoi usi vengono assolti appunto da genitivo e dativo;
– la posizione attributiva dell’aggettivo rispetto al sostantivo a cui si riferisce: ὀ ἀγαθὸς ἀνήρ “il buon uomo”; in contrapposizione alla posizione predicativa dello stesso: ὀ ἀνὴρ ἀγαθός “l’uomo buono”: sono le due possibili posizioni in cui si possono trovare aggettivi e participi nella frase greca, nella prima l’aggettivo si trova davanti al nome e ne è il suo attributo, nella seconda l’aggettivo, che segue il sostantivo, ha funzione di predicato nominale; sono uno dei primi argomenti che si vedono a scuola (inoltre, se il professore non sa più cosa chiedere una domandina sulle posizioni attributiva e predicativa ci scappa sempre).

Tra i vocaboli proposti per la RS&P si può ricordare μάχομαι, verbo di uso frequente in testi storici (militari); altre due parole da tener d’occhio sono κατάβασις e ἀναβάσις: si distinguono solamente per la presenza dei prefissi κάτα e ἀνα rispettivamente “giù, verso il basso” e “sopra, all’insù”, la prima significa, ovviamente, discesa l’altra salita, tutte e due sono costruite a partire dalla radice di βαίνω – che indica movimento; infine un altro sostantivo frequente è ἡγεμών “capo”, indica sia il capo politico di una regione che il comandante di reparto militare.

L’esercizio di creare frasi in autonomia non mi è mai capitato al ginnasio; all’inizio di questo corso l’ho trovato piuttosto complicato e non ne ho capito l’utilità: col passare del tempo ho cominciato ad apprezzarlo.

Il bello non finisce qui: nella terza parte del libro (il libro è suddiviso in tre parti: la prima con i richiami grammaticali e con frasette simili agli esempi proposti per ogni regola come esercizio, nella seconda sono frasi prese da testi originali, in questo caso dall’Anabasi di Senofonte, mentre nella terza ed ultima sono versioni in inglese da tradurre prima in italiano e poi in greco): il lavoro si complicherà molto di più.

Ci si potrà chiedere se tutta questa fatica in qualche modo servirà o si rivelerà una perdita di tempo. Fin da subito si può dire che è una bella soddisfazione: riuscire a scrivere frasi di senso compiuto non banali in greco antico è un traguardo che solo due mesi non pensavo potessi raggiungere. Magari la lettura questo articolo potrà incoraggiarvi a provare anche voi.

 

Fonti, testo guida? Il libro seguito è un manuale di fine ottocento, ormai di pubblico dominio (il pdf si trova sul sito archive.org, liberamente e gratuitamente scaricabile e stampabile).

Henry Carr Pearson, Greek Prose Composition (1897); in particolare (dalla prefazione), evidenziamo l’uso della Review and Sight Practice (R&SP): attività che l’autore consiglia come esercitazione sistematica in aggiunta alle traduzioni consuete. La R&SP prevede che l’insegnante, dato un lessico di vocaboli e una lista di costrutti già visti in esempi precedenti, prepari delle frasi (originali) da proporre alla classe come esercizi di composizione.

 

 

Qualche materiale – gli esercizi risolti e le R&SP – verrà caricato man mano sul sito memrise.com, per poterlo studiare anche dallo smartphone. Per ogni composizione avremo le due varianti inglese -> greco e italiano -> greco (un lavoraccio, diciamolo pure).

I corsi memrise sono gratis, e si raggiungono da questi link

Ecco infine il link al testo del Pearson:

 

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo:

a2k . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”)


esercizi di greco antico: composizione, che passione.

W.Nelson, Greek Exercises

W.Nelson, Greek Exercises

Premessa l’ambivalenza del titolo, volete davvero sbizzarrirvi?

In questo libro, Greek Exercises, di W.Nelson (Longman, Rees, Orme, Brown, and Green, London 1831), c’è del materiale per voi.

Riprendo dall’introduzione: ogni capitolo è diviso in tre parti (questa però l’ho già sentita) – la prima (esempi per regola) contiene frasi semplici, predisposte secondo la regola sintattica che si vuole perfezionare, la seconda (esempi promiscui) contiene frasi che richiedono l’uso di varie regole, a partire tra quelle già viste – e fino a qua si parla di frasi in inglese (del periodo, thou wast seeing – scordatevi you were seeing).
Nella terza parte, presente dal capitolo secondo in poi, (hic sunt leones) ci sono frasi latine da tradurre in greco antico: fatte le prime due, dovreste essere in grado.

Prima degli esercizi, c’è un riepilogo della sintassi del greco antico in 66 punti: il numerologo che si nasconde dentro di voi saprà certo spiegarne il perché.

Infine, non ancora soddisfatto, l’autore ci delizia/infligge (fate voi) le sue Observations on some Idioms of the Greek Language, poiché, essendo il comprendere gli idiomi peculiari di un linguaggio un lavoro importante e difficile, si spera che queste osservazioni lo faciliteranno agli studenti.

Se qualcuno crede che il miglior modo per padroneggiare la sintassi di un linguaggio sia quello di produrne dei testi, suppongo con ciò avrà da divertirsi. Per tutti gli altri, dietro questo link, c’è la soluzione degli esercizi.

 

Buona giornata.

p.s.: mai finiremo di ringraziare chi si è adoperato nella digitalizzazione di tutti questi contenuti, che continuiamo a saccheggiare dal sito archive.org – ma con il dovuto rispetto.

 

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo: gp . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”).

 


modernariato grammatica greca, sulle preposizioni (a partire dallo spazio)

Spazio, ultima frontiera.

Dal saccheggio digitale di archive.org continuano a uscire perle di saggezza: avevamo infatti appena finito di mettere sommariamente in evidenza, in un recente post (spazio e tempo: sul significato originale delle preposizioni), come le preposizioni del greco antico prendessero significato da determinazioni di spazio e tempo, quando siamo incappati in un testo che precisa il concetto – almeno per lo spazio.

greek preposition from original of space

F.A.Adams, The Greek Prepositions: Studied from Their Original Meanings as Designations of Space. (D. Appleton and Company, New York 1885). Il libro è scaricabile e stampabile liberamente, i diritti di copia sono scaduti.

L’incipit è lapidario: qualunque teoria possiamo adottare a proposito delle origini del linguaggio, tutti gli studiosi del mondo sono concordi nel dire che le sue parole derivino in gran parte da nozioni di cose nello spazio. Questo libro presenta i risultati di uno studio delle preposizioni del Greco dal punto di vista di questa affermazione.

 

Ci sono 130 pagine di argomentazione ed esempi: probabile delizia per appassionati e cultori della materia, presumibile croce per chi ne stia apprendendo i rudimenti, al limite della follia per almeno il rimanente 94% della popolazione mondiale (a prendere per buona, e projettarla sul mondo intero, la statistica percentuale dei nuovi iscritti al ginnasio sul totale – sbagliando quindi per eccesso, e di grosso).

 

Buona lettura, nel caso.

 

 


spazio e tempo: sul significato originale delle preposizioni

a proposito delle preposizioni in greco antico, una considerazione interessante.

“ciascuna preposizione ha sempre all’origine un valore spaziale o temporale, che costituisce il significato base delle preposizione;” (P.Agazzi, M.Vilardo, Τριάκοντα. Versioni di greco per il triennio, 2006, Zanichelli – pag.38).

Nulla di nuovo sotto il sole:

“the chief relations expressed by the prepositions are place and time; but they express also cause, origin, means, agency, condition, purpose, and other important ideas. The original force of the preposition shades off many meanings” (J.W.White, The First Greek Book, 1896, Ginn & Co. – pag.58 n.233).

Ecco come nel linguaggio possiamo trovare indizi delle forme a priori della conoscenza, così ben raccontateci da Kant.


OS X e tastiera greco politonico, istruzioni per l’uso

IMG_20160616_123116-01Sul Mac (OS X 10.11.5 nel mio caso) per scrivere i caratteri con i diacritici del greco antico si usa la tastiera greco politonico (tastiera che si installa a partire dalle preferenze di sistema, è un’opzione del supporto alla lingua greca). A questo punto i tasti della tastiera italiana servono solo a selezionare caratteri greci: bisogna capire a quale tasto (o combinazione di tasti) corrisponda il carattere greco che ci serve scrivere nel testo.

 

Per capirci qualcosa in concreto abbiamo messo giù una guida essenziale – potete scaricarla da questo link tastiera Greco Politonico (istruzioni, agg. 2016.07.17).

Ogni osservazione o commento è benvenuta, come al solito: potete scrivere a questo indirizzo gp . ciceri AT gmail . com (solo sostituite “AT” con “@” ed eliminate gli spazi in eccesso).

 


Composizione latina e greca, esempi ed esercizi

Ginnasio? Terminato, siamo salvi (si fa per dire). Cosa ci rimane in eredità? Tanti, ma tanti elementi e costrutti di morfosintassi latina e greca: li abbiamo studiati talmente tanto che non ne possiamo proprio più.

Peccato servano ancora; poi, alla fin fine, erano anche diventati sopportabili. Come facciamo a non perderli di vista? Ideona, li ripassiamo mettendoli in pratica col vecchio sistema dell’esercizio di composizione nella lingua classica (una volta questo sistema si usava di più, mi dicono).

Quindi, frasette e piccoli periodi da tradurre vuoi in latino, vuoi in greco antico: that’s simple.

Fonti, testi guida? Riprendiamo qualche antico manuale di fine ottocento, ormai di pubblico dominio (i pdf dei libri si trovano sul sito archive.org, liberamente e gratuitamente scaricabili e stampabili).

Henry Carr Pearson, Latin and Greek Prose Composition

H.C.Pearson, Latin and Greek Prose Composition (American Book Company)

 

Del professor Henry Carr Pearson prendiamo ad esempio i testi Greek Prose Composition (1897) e Latin Prose Composition (1903); in particolare (dalla prefazione del Greek Prose Composition, ma riportato anche nell’omologo testo di composizione in latino), evidenziamo l’uso della Review and Sight Practice (R&SP, nel seguito): attività che l’autore consiglia come esercitazione sistematica in aggiunta alle traduzioni consuete. La R&SP prevede che l’insegnante, dato un insieme di vocaboli da lessico di base e una lista di costrutti già visti in esempi precedenti, prepari delle frasi (originali) da proporre alla classe come esercizi di composizione originali.

Quindi il piano consiste nel seguire i due testi passo passo e senza fretta, estraendone via via qualche nota grammaticale con il relativo esempio e svolgendo gli esercizi proposti – R&SP compresa. Piccola complicazione, l’avrete supposto, i testi originali sono in inglese, #sapevatelo.

Qualche materiale – gli esercizi risolti e la R&SP – verrà caricato man mano sul sito memrise.com, per poterlo rivedere anche dallo smartphone. Per ogni composizione avremo le due varianti inglese -> latino|greco e italiano -> latino|greco (un lavoraccio, diciamolo pure).

I corsi memrise sono gratis, e si raggiungono da questi link

Ecco infine dove trovare i testi del Pearson (i pdf sono, a miglior conoscenza e salvo il contrario, liberi da diritti di copia):

Per ogni osservazione, correzione e commento scrivete a questo indirizzo:

a2k . ciceri AT gmail . com (togliete gli spazi in eccesso e sostituite AT con “@”)