Archivi categoria: latino 101

esercizi elementari di latino, prima coniugazione

Ciao a tutti,

per i verbi latini, i primi esercizi sono sulla prima coniugazione.

Questi sono tratti dal testo di  C.Sherwill Dawe, The Beginner’s Latin Exercises Book, 1880, Rivington, Waterloo Place, London; (potete leggerlo – c’è anche un pdf scaricabile – sul sito archive.org).

Ogni esercizio è diviso in quattro parti. La sezione A contiene il lavoro preparatorio; la sezione B contiene richieste di ripetizioni orali (ad alta voce) o scritte per verificare la padronanza delle varie flessioni (declinazioni e coniugazioni); le sezioni C e D infine contengono frasi da tradurre.

Per ogni esercizio viene fornito un lessico essenziale corrispondente, che deve essere memorizzato prima di affrontare gli esercizi che lo richiedono: in questo modo non ci sarà quasi bisogno di ricorrere al vocabolario.

Potete trovarli qui:

Anche qui, le frasi dall’italiano (esercizi D) sono in realtà dall’inglese (come gli originali dal testo). Se dovesse servire sarebbero immediatamente traducibili – ovvio – ma mi piace pensare che si possa in questo modo fare un servizio utile anche alla conoscenza dell’inglese, soprattutto per le etimologie.

Buona lettura, nel caso; buona giornata comunque.

 


esercizi elementari di latino, prima e seconda declinazione

Ciao a tutti,

i primi esercizi di latino sono, come da tradizione, sulla prima e seconda declinazione. In particolare, questi sono tratti dal testo di  C.Sherwill Dawe, The Beginner’s Latin Exercises Book, 1880, Rivington, Waterloo Place, London; (potete leggerelo – c’è anche un pdf scaricabile – sul sito archive.org).

Ogni esercizio è diviso in quattro parti. La sezione A contiene il lavoro preparatorio, da svolgere prima delle altre (e da consolidare per gli esercizi successivi); la sezione B contiene semplici domande cui rispondere oralmente (ad alta voce) per verificare la padronanza delle varie flessioni (declinazioni e coniugazioni); le sezioni C e D contengono frasi da tradurre, sia oralmente che per scritto. Per ogni esercizio viene fornito un lessico essenziale corrispondente, che deve essere saputo a memoria prima di svolgere gli esercizi che lo richiedono: in questo modo non ci sarà quasi bisogno di ricorrere al vocabolario.

Potete trovarli qui:

Noterete come le frasi dall’italiano (esercizi D) siano in realtà dall’inglese (come gli originali dal testo). Se dovesse servire sarebbero immediatamente traducibili – ovvio – ma mi piace pensare che si possa in questo modo fare un servizio utile anche alla conoscenza dell’inglese, soprattutto per le etimologie.

Buona lettura, nel caso; buona giornata comunque.

 


esercizi elementari di latino, con metodo

Ciao a tutti,

qualche esercizio di latino semplice semplice, giusto per iniziare; con metodo.

Di C.Sherwill Dawe, The Beginner’s Latin Exercises Book, 1880, Rivington, Waterloo Place, London; leggi il libro (pdf scaricabile) su archive.org.

Dall’introduzione: questo libro di esercizi è pensato come strumento di aiuto nell’introduzione alla grammatica latina. Il suo scopo principale è di fornire al principiante qualcosa per applicare quanto appena imparato, per verificare quindi la bontà del suo apprendimento. …

Ogni esercizio è diviso in quattro parti. La sezione A contiene il lavoro preparatorio, da svolgere prima degli altri esercizi (e da consolidare per le lezioni successive); la sezione B contiene semplici domande cui rispondere oralmente (ad alta voce) per verificare la padronanza delle varie flessioni (declinazioni e coniugazioni); le sezioni C e D contengono frasi da tradurre, sia oralmente che per scritto. Ogni esercizio ha un vocabolario essenziale corrispondente, che deve essere memorizzato e saputo ripetere fin dal giorno prima rispetto a quando si svolgono gli esercizi che lo richiedano, così che non sia necessario ricorrervi nel durante. …

Se questo piano viene seguito con costanza, e se le sezioni A e B vengono ben padroneggiate prima di svolgere le sezioni C e D, il numero di errori negli esercizi scritti sarà molto minore, e si risparmierà tempo e fatica; è infatti meglio, e per molte ragioni, prevenire gli errori preparandosi prima che curarli correggendoli poi.

 

Buona lettura.

 

p.s.: riportiamo qualche esercizio su pagine web per facilità di consultazione, assieme ad un inizio di traduzione in italiano: i materiali sono disponibili qui http://www.milagathos.com/it/beginnersLatinExercises/ (occhio, in fondo alla pagina c’è anche della pubblicità).

 


leggere Latino: di gerundio e gerundivo son piene le fosse.

Ciao a tutti,

quel bel costrutto latino costituito, grammaticalmente, da verbo in gerundio + nome in accusativo (complemento oggetto del gerundio) che si trasforma poi – e come si trova più spesso in letteratura – in verbo al gerundivo concordato col nome oggetto del gerundio declinato nel caso originale del gerundio stesso.

Detto così può sembrare una sciarada, ma basta fare qualche esempio per chiarirsi le idee.

gerundioetgerundivo

Il gerundio è un nome verbale: si declina; il gerundivo è un aggettivo verbale: si declina e concorda.

gerundioetgerundivoremone

Nel passare dal gerundio al gerundivo, il nome – complemento oggetto – prende il caso del gerundio a cui riferisce, mentre il gerundivo concorda.

gerundioetgerundivoremtwo

In sintesi: verbo in gerundio + nome in ACCusativo (del gerundio) <=> nome nel caso del gerundio + verbo in gerundivo, concordato opportunamente.

Siamo debitori di esempi e commenti a James Morris Whiton, nel suo Six weeks’ preparation for reading Caesar. (Ginn & Company, Boston, 1886).


probatio latina: tre domande, tanto per iniziare

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Ciao a tutti,

pochi sentono la mancanza delle interrogazioni di latino, molti tuttavia ne sono soggetti: per fortuna, ogni tanto, si trovano degli strumenti che aiutano.

Questo piccolo libro Probatio Latina: a series of questions designed to test the progress of learners on the Latin language (Charles, D.Morris, rettore emerito della Trinity School di New York – verso il 1870) è stato preparato principalmente con il proposito di fornire agli insegnanti i mezzi per verificare prontamente i progressi dei loro alunni in Latino. Sono più di 600 domande-esercizi, di difficoltà crescente: si inizia con semplici esempi di declinazioni.

Ecco le prime tre:

  1. Declinare mensa, il tavolo; hortus, il giardino; regnum, il regno.
  2. Declinare assieme alta fagus: l’alto faggio. Declina ager, il campo; puer, il ragazzo e individua le differenze tra loro.
  3. Quali casi hanno le stesse uscite nella Prima Declinazione? Quali in tutti i nomi neutri? Quali in tutti i nomi plurali?

È solo l’inizio. Buon fine settimana.


Storie di uomini romani illustri: letture ed esercizi

Ciao a tutti,

il libro, scriveva Umberto Eco nella prefazione al Nome della Rosa, è una macchina per generare interpretazioni. Questa visione, per così dire dinamica o fenomenologica, trova di tanto in tanto – e dove poco te lo aspetteresti – conferme sperimentali confortanti.

 

Prendiamo ad esempio il volumetto Viri illustres urbis Romae, a Romulo ad Augustum, testo di storia romana introduttivo alla lettura del latino di Charles Francois L’Homond (1727-1794) qui in un’edizione anglosassone del 1866, a cura di James Hardie.

Una compilation di profili di personalità romane tratte da brani di Cicerone, Livio, Sallustio, Seneca, Valerio Massimo ed altri autori semplificati per uso didattico – sia nei dettagli che nella sintassi – ma che tiene a mantenere la classicità delle espressioni.

Nel tempo questo libro ha dato luogo a edizioni arricchite e commentate – sempre a scopi didattici: ad esempio, un’altra edizione Viri Romae; with introductory exercises, intended as a first book in the study of Latin del 1833, a cura di Frederick Percival Leverett e Thomas Gamaliel Bradford; presenta all’inizio esercizi di grammatica propedeutici alla lettura.

 

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Ancora, interessante questo compendio: Selections from Urbis Romae Viri Inlustres, di B.L.D’Odge, 1896: riporta solo pochi personaggi tra quelli del libro originale, ma fornisce anche esercizi di composizione basati sui brani latini selezionati.


domande buoniste, meno buoniste e cattivelle di grammatica Latina

Ciao a tutti,

durante l’ultima incursione nel sito archive.org (volumi di cui sono scaduti i diritti di copia e che sono stati scansionati e messi a disposizione per il pubblico vantaggio – si può scaricare e stamparne il pdf) ho trovato un libretto interessante: un compendio di domande di grammatica latina.

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Il titolo, già tutto un programma: Probatio Latina: a series of questions designed to test the progress of learners on the Latin language. Non si può dire che l’autore (Charles, D.Morris, rettore emerito della Trinity School di New York – verso il 1870) non sia stato esplicito: “Questo piccolo libro è stato preparato principalmente con il proposito di fornire agli insegnanti i mezzi per verificare prontamente i progressi dei loro alunni in Latino.” Così infatti ne inizia la prefazione.

Sono 659 domande-esercizi, numerati progressivamente e di difficoltà crescente: si inizia con semplici esempi di declinazioni e si prosegue con questioni di sintassi. A partire dal numero 552 vengono presentati dei piccoli brani da tradurre con evidenziate parole di cui si chiede un approfondimento grammaticale – un po’ come avviene in un’interrogazione a partire da una versione data come compito a casa.

Dove sia necessario, nel libro vengono fatti riferimenti a testi di grammatica standard (Harkness, Gildersleeve, Allen per citarne tre) del periodo – tutti volumi già noti su queste pagine o comunque agevolmente rintracciabili su archive.org.

Scommetterei i proverbiali EUR 0.50 di aver ridestato un qualche sopito interesse. Buon fine settimana.


leggere Latino: De Viris Illustribus. L’inizio dell’Impero romano

Ciao a tutti,

un brano di storia romana da leggere in Latino? Ma sì, dai, in fondo come è andata lo sappiamo già – ci si dovrebbe ritrovare con poca fatica.

DE VIRIS ILLUSTRIBUS URBIS ROMAE, A ROMULO AD AUGUSTUM.

ROMANI IMPERII EXORDIUM.

”’PROCA, rex Albanorum, duos filios, Numitorem et Amulium, habuit. Numitori, qui natu major erat, regnum reliquit; sed Amulius, pulso fratre, regnavit, et ut eum sobole privaret, Rheam Sylviam ejus filiam Vestae sacerdotem fecit, quae tamen Romulum et Remum uno partu edidit. Quo cognito, Amulius ipsam in vincula conjecit, parvulos alveo impositos abjecit in Tiberim, qui tunc forte super ripas erat effusus ; sed, relabente flumine, eos aqua in sicco reliquit. Vastae tum in iis locis solitudines erant. Lupa, ut fama traditum est, ad vagitum accurrit, infantes lingua lambit, ubera eorum ori admovit, matremque se gessit.”’

 

Così inizia il fortunato Viri illustres urbis Romae, a Romulo ad Augustum, testo di storia romana introduttivo alla lettura del latino di Charles Francois L’Homond (1727-1794) qui in un’edizione anglosassone del 1866, a cura di James Hardie. Fortunato perché pare – a sentir wikipedìa – che in Francia venga ancora utilizzato a scopi didattici; abbiamo poi anche visto proprio questo testo venire proposto come versione su un qualche testo italiano.

Stile e lessico molto semplice: da apprezzare l’uso dei participi, delle proposizioni relative e della paratassi con cui l’autore descrive, incalzante, l’intervento risolutivo della lupa.

 

p.s.: notevole, dello stesso libro, un’altra edizione Viri Romae; with introductory exercises, intended as a first book in the study of Latin del 1833, a cura di Frederick Percival Leverett e Thomas Gamaliel Bradford; con esercizi propedeutici alla lettura.


La coniugazione del verbo latino, il tutto in pratiche flashcard

Ai miei bei tempi andati, i verbi del latinuccio delle medie si trascrivevano a mano sul quaderno e poi si studiavano da lì ripetendoli perinde ac cadaver (ok, lo ammetto mi sono fermato ben prima).

Ma adesso siamo tutti armati di smartphone, e gli anglosassoni insistono sul concetto delle flashcard: un foglietto tipo biglietto da visita, da una parte scrivo la domanda, sul retro la risposta, poi continuo a provare a rispondere scartando via via le risposte giuste e riciclando su quelle sbagliate. Pare che così si riesca a memorizzare in allegria. Il concetto è serio, e anche abbastanza noto; lo ricordo solo banalizzandolo un po’, perdonerete spero.

Alcuni scenziatoni ci hanno fatto sopra un sito, memrise.com, con tanto di app per lo smartphone – appunto, dove le frequenze di ripresentazione della medesima domanda sono studiate per favorire un rapido ed efficace apprendimento delle risposte (nel senso che non le dimentico subito dopo).

E uno può anche creare i propri corsi su quello che gli interessa imparare: con spirito di servizio (e ci saranno sicuramente degli erroretti – segnalate volentieri a gp DOT ciceri AT gmail DOT com), eccovi le flashcard per imparare le coniugazioni dei verbi latini

http://www.memrise.com/course/770123/coniugazioni-dei-verbi-latini/

Il corso è gratis, ci mancherebbe. Magari può servire: io però un pajo di trascrizioni a mano degli specchietti delle coniugazioni continuerei a farle. Buona giornata.


Latino 101 – un po’ di consecutio temporum

Ricordate il latinuccio che una volta si faceva alle medie? Beh, con il termine di corso 101 si indica, nel mondo universitario americano, un corso assolutamente introduttivo, che non abbia alcun prerequisito: praticamente la stessa cosa.

E in latino è piuttosto fondamentale avere chiaro che il tempo del verbo di una frase non è poi scelto a caso: a seconda di quello che compare nella frase reggente (tempo principale o storico), nella dipendente – se al modo congiuntivo – dovrà per forza esserci un tempo compatibile con l’idea di azione contemporanea, passata o futura di questa (la dipendente) rispetto alla reggente stessa.

Ovvero, dovendo esprimere il rapporto temporale, la scelta del tempo verbale nella dipendente sarà obbligata – definita dal tempo verbale nella reggente. Consecutio temporum, viene detta.

Qui, nello schema, la reggente è all’indicativo. Il gioco, in composizione, è di scegliere il tempo della dipendente che indichi il rapporto temporale desiderato; in traduzione, di riconoscere il meccanismo e di tradurre quindi con il tempo del congiuntivo italiano corretto.

Lo schema è tratto da [CLG] A complete Latin grammar di Harkness, Albert (1898, New York, American Book Company).