Archivi categoria: fraseologia latina

probatio latina: tre domande, tanto per iniziare

probatio_latina__a_series_of_questions_designed___

Ciao a tutti,

pochi sentono la mancanza delle interrogazioni di latino, molti tuttavia ne sono soggetti: per fortuna, ogni tanto, si trovano degli strumenti che aiutano.

Questo piccolo libro Probatio Latina: a series of questions designed to test the progress of learners on the Latin language (Charles, D.Morris, rettore emerito della Trinity School di New York – verso il 1870) è stato preparato principalmente con il proposito di fornire agli insegnanti i mezzi per verificare prontamente i progressi dei loro alunni in Latino. Sono più di 600 domande-esercizi, di difficoltà crescente: si inizia con semplici esempi di declinazioni.

Ecco le prime tre:

  1. Declinare mensa, il tavolo; hortus, il giardino; regnum, il regno.
  2. Declinare assieme alta fagus: l’alto faggio. Declina ager, il campo; puer, il ragazzo e individua le differenze tra loro.
  3. Quali casi hanno le stesse uscite nella Prima Declinazione? Quali in tutti i nomi neutri? Quali in tutti i nomi plurali?

È solo l’inizio. Buon fine settimana.


domande buoniste, meno buoniste e cattivelle di grammatica Latina

Ciao a tutti,

durante l’ultima incursione nel sito archive.org (volumi di cui sono scaduti i diritti di copia e che sono stati scansionati e messi a disposizione per il pubblico vantaggio – si può scaricare e stamparne il pdf) ho trovato un libretto interessante: un compendio di domande di grammatica latina.

probatio_latina__a_series_of_questions_designed___

Il titolo, già tutto un programma: Probatio Latina: a series of questions designed to test the progress of learners on the Latin language. Non si può dire che l’autore (Charles, D.Morris, rettore emerito della Trinity School di New York – verso il 1870) non sia stato esplicito: “Questo piccolo libro è stato preparato principalmente con il proposito di fornire agli insegnanti i mezzi per verificare prontamente i progressi dei loro alunni in Latino.” Così infatti ne inizia la prefazione.

Sono 659 domande-esercizi, numerati progressivamente e di difficoltà crescente: si inizia con semplici esempi di declinazioni e si prosegue con questioni di sintassi. A partire dal numero 552 vengono presentati dei piccoli brani da tradurre con evidenziate parole di cui si chiede un approfondimento grammaticale – un po’ come avviene in un’interrogazione a partire da una versione data come compito a casa.

Dove sia necessario, nel libro vengono fatti riferimenti a testi di grammatica standard (Harkness, Gildersleeve, Allen per citarne tre) del periodo – tutti volumi già noti su queste pagine o comunque agevolmente rintracciabili su archive.org.

Scommetterei i proverbiali EUR 0.50 di aver ridestato un qualche sopito interesse. Buon fine settimana.


La coniugazione del verbo latino, il tutto in pratiche flashcard

Ai miei bei tempi andati, i verbi del latinuccio delle medie si trascrivevano a mano sul quaderno e poi si studiavano da lì ripetendoli perinde ac cadaver (ok, lo ammetto mi sono fermato ben prima).

Ma adesso siamo tutti armati di smartphone, e gli anglosassoni insistono sul concetto delle flashcard: un foglietto tipo biglietto da visita, da una parte scrivo la domanda, sul retro la risposta, poi continuo a provare a rispondere scartando via via le risposte giuste e riciclando su quelle sbagliate. Pare che così si riesca a memorizzare in allegria. Il concetto è serio, e anche abbastanza noto; lo ricordo solo banalizzandolo un po’, perdonerete spero.

Alcuni scenziatoni ci hanno fatto sopra un sito, memrise.com, con tanto di app per lo smartphone – appunto, dove le frequenze di ripresentazione della medesima domanda sono studiate per favorire un rapido ed efficace apprendimento delle risposte (nel senso che non le dimentico subito dopo).

E uno può anche creare i propri corsi su quello che gli interessa imparare: con spirito di servizio (e ci saranno sicuramente degli erroretti – segnalate volentieri a gp DOT ciceri AT gmail DOT com), eccovi le flashcard per imparare le coniugazioni dei verbi latini

http://www.memrise.com/course/770123/coniugazioni-dei-verbi-latini/

Il corso è gratis, ci mancherebbe. Magari può servire: io però un pajo di trascrizioni a mano degli specchietti delle coniugazioni continuerei a farle. Buona giornata.


Latino 101 – un po’ di consecutio temporum

Ricordate il latinuccio che una volta si faceva alle medie? Beh, con il termine di corso 101 si indica, nel mondo universitario americano, un corso assolutamente introduttivo, che non abbia alcun prerequisito: praticamente la stessa cosa.

E in latino è piuttosto fondamentale avere chiaro che il tempo del verbo di una frase non è poi scelto a caso: a seconda di quello che compare nella frase reggente (tempo principale o storico), nella dipendente – se al modo congiuntivo – dovrà per forza esserci un tempo compatibile con l’idea di azione contemporanea, passata o futura di questa (la dipendente) rispetto alla reggente stessa.

Ovvero, dovendo esprimere il rapporto temporale, la scelta del tempo verbale nella dipendente sarà obbligata – definita dal tempo verbale nella reggente. Consecutio temporum, viene detta.

Qui, nello schema, la reggente è all’indicativo. Il gioco, in composizione, è di scegliere il tempo della dipendente che indichi il rapporto temporale desiderato; in traduzione, di riconoscere il meccanismo e di tradurre quindi con il tempo del congiuntivo italiano corretto.

Lo schema è tratto da [CLG] A complete Latin grammar di Harkness, Albert (1898, New York, American Book Company).

 

 

 


Latino 101 – sommario dei complementi di luogo

Con il termine di corso 101 si indica, nel mondo universitario americano, un corso assolutamente introduttivo, che non abbia alcun prerequisito. Un po’ tipo il latinuccio che una volta si faceva alle medie.

E i primi complementi che si studiano (dopo i complementi che sono espressi direttamente dai casi) sono quelli di luogo:

Il trucco per ricordarli? Semplice:

  • se sono fermo, allora è ABLativo;
  • se mi muovo DA, allora è ABLativo;
  • se mi muovo VERSO o ATTRAVERSO, allora è ACCusativo.

con (o senza) le preposizioni, a seconda.

Ancora, un’estensione di spazio va di norma in ACCusativo, ma se l’estensione indica una differenza, allora va in ABLativo.

 

La sintesi è tratta da [CLG] A complete Latin grammar by Harkness, Albert, 1822-1907 (1898, New York, American Book Company).

 

 

 


Latino 101 – la concordanza del pronome relativo con il suo antecedente

Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in cammino. Al poeta riescono sintesi ispirazionali precluse al bibliotecario veterorazionalista, ahimè. Ma comunque vada il viaggio, più prima che poi ti imbatterai i quei simpaticissimi Lestrigoni adoratori della concordanza.

E ricordiamo che, in Latino la concordanza ha lo stesso grado di necessità delle tre leggi della robotica di Asimov: impossibile sfuggirle. Eccone le tre leggi

  1. concordanza del verbo con il soggetto della frase: il verbo concorda con il soggetto della frase in numero e genere;
  2. concordanza dell’aggettivo con il nome da cui è retto: l’aggettivo concorda con il nome da cui è retto in genere, numero e caso;
  3. concordanza del pronome con il suo antecedente: il pronome concorda con il nome cui si riferisce in genere e numero.

Queste leggi – osservate tassativamente – servono per ricollegare le parole tra di loro, determinando a quali si riferiscano; la loro importanza è ovvia: vanno sapute, sia riconoscere – in traduzione – che applicare – in costruzione.

Per padroneggiare la concordanza (3) del pronome (relativo) con il suo antecedente, bisognerà pur sapere che

  1. esistono cose come i pronomi relativi (qui, quae, quod)
  2. che un pronome relativo si riferisce a qualche altra parola (da cui il nome)
  3. che la parola cui si riferisce è detta il suo antecedente: trovare l’antecedente, questo è il problema.

A questo punto, un pronome relativo concorda con il suo antecedente in genere e numero, ma il suo caso dipende dalla costruzione della frase in cui si trova, non dal caso del suo antecedente. Qualche esempio spiega tutto:

concordanzadelpronomerelativo_20160913

 

Tra questi, notevole il numero (6): l’uso del pronome determinativo is, ea, id come antecedente del relativo:

Is, qui est fortis, laudatur. Egli, il quale è forte, è lodato.

Ma il pronome relativo può anche venire prima (per maggiore enfasi, al solito) del suo antecedente:

Qui est fortis, is laudatur. Colui (il quale) che è forte, (egli) è lodato. Questa figura retorica latina viene detta prolessi (anticipazione) del relativo.

 

 

Dobbiamo questa bella paginetta esplicativa al testo Essentials of Latin for Beginners di Henry Carr Pearson.

 

 


Latino 101 – le dure leggi della concordanza

Cosa succede quando ignori le (pessime) opinioni dei contemporanei e ti viene l’ideona di iscriverti alla prima occasione in una scuola superiore che preveda ancora l’insegnamento della lingua Latina? Ti serve dare un’occhiata – meglio due – a un corso di latino per neofiti, una sorta di latino 101 (ammettiamolo, detto così fa più chic: con il termine di corso 101 si indica infatti, nel sistema scolastico degli Stati Uniti, un corso introduttivo, che non abbia quindi alcun prerequisito): qualcosa che, col pretesto di insegnare i rudimenti di questo linguaggio permetta anche di consolidare un po’ di analisi (grammaticale/logica/del periodo) dell’italiano, di costruire (di ampliare, a voler peccare di ottimismo) il lessico, di tornare a parlare di storia antica.

Comunque vada, più prima che poi ti imbatterai nelle leggi della concordanza, che spiegano come alcuni legami nel significato delle parole all’interno della frase vengano espressi attraverso legami nelle flessioni (declinazioni e coniugazioni) delle parole stesse.

Con lo stesso grado di necessità delle tre leggi della robotica di Asimov, ecco le tre leggi della concordanza latina:

  1. concordanza del verbo con il soggetto della frase: il verbo concorda con il soggetto della frase in numero e genere;
  2. concordanza dell’aggettivo con il nome da cui è retto: l’aggettivo concorda con il nome da cui è retto in genere, numero e caso;
  3. concordanza del pronome con il suo antecedente: il pronome concorda con il nome cui si riferisce in genere e numero.

Queste leggi – osservate tassativamente in letteratura – servono per ricollegare le parole tra di loro, determinando a quali si riferiscano; la loro importanza è ovvia: vanno sapute, sia riconoscere – in traduzione – che applicare – in costruzione.

Per padroneggiare la concordanza (2) dell’aggettivo con il nome, è opportuno fare qualche esercizio di declinazione congiunta nome<-aggettivo; ecco qualche test. A farne – per scritto – uno al giorno, alla fine sapremo le declinazioni di nomi ed aggettivi a menadito.

concordanza

 

Questi esercizi sono tratti da The new delectus; or, Easy steps to Latin construing by George Henry Stoddart (1857, Whittaker, London).

Ah oggi, almeno in Lombardia, ricomincia la scuola. Come del resto alla fine di un viaggio c’è sempre un viaggio da ricominciare.

 


Latino 101 – ancora bibliografia, antologia con esercizi

wpIMG_20160623_1057-028Con il termine di corso 101 si indica, negli Stati Uniti, un corso universitario introduttivo, che non abbia quindi alcun prerequisito.

Un po’ come quando butti il cuore oltre l’ostacolo e ti metti a studiare un po’ di latino (il latinuccio del mio primo insegnante… ah nostalgia canaglia) alle scuole medie. Attività opzionale, e peggio ancora non sei nemmeno così ferrato sulla grammatica italiana (al punto che puoi usare lo studio del latino per verificare la conoscenza dell’italiano tanto quanto viceversa; suggerimenti: 1. prova a tradurre il perfetto con il passato remoto – quest’ultimo, almeno in Lombardia, è ormai dimenticato. 2. il lessico… vabbè qui è come sparare sulla croce rossa).

Niente paura: ma serve un corso di latino per neofiti, una sorta di latino 101 (ammettiamolo, detto così fa più chic): qualcosa che, col pretesto di insegnare i rudimenti di questo linguaggio permetta di consolidare un po’ di analisi (grammaticale/logica/del periodo) dell’italiano, di costruire (di ampliare, a voler peccare di ottimismo) il lessico, di tornare a parlare di storia antica.

Una piccola bibliografia essenziale, messa assieme a partire da testi di pubblico dominio, dei quali sia possibile scaricare, stampare, condividere il pdf, addirittura fotocopiare e distribuire senza alcun timore è disponibile qui.

Rispetto a quest’ultima ci sarebbe ancora da aggiungere qualche altro libro di lettura, una qualche antologia con richiami di grammatica, facciamo tre proposte:

Ecco, ad aver voglia di esercitarsi sui verbi, sul lessico e sulle regole grammaticali qui ne trovate per tutti i gusti.


Latino 101 – bibliografia essenziale (andiamo a comandare)

wpIMG_20160623_1057-028Con il termine di corso 101 si indica, nel mondo universitario americano, un corso assolutamente introduttivo, che non abbia alcun prerequisito.

Se è vero che sia meglio tornare ad imparare un po’ di latino durante gli anni della scuola media, serve un corso di latino per neofiti, un latino 101 (ammettiamolo, detto così fa più chic): qualcosa che, col pretesto di insegnare i rudimenti di questo linguaggio permetta di consolidare un po’ di analisi (grammaticale/logica/del periodo) dell’italiano (fino a quando non ho imparato bene l’italiano – o il latino, posso usare il latino per imparare l’italiano tanto quanto l’italiano per imparare il latino), di ampliare il lessico, di tornare a parlare di storia antica.

Ecco una bibliografia essenziale, messa assieme a partire da testi di pubblico dominio, dei quali sono scaduti i diritti di copia e quindi sia possibile scaricare, stampare, condividere il pdf, addirittura fotocopiare e distribuire senza alcun timore.

 

Pochi testi, quindi, ma selezionati con qualche cura:

  • [6WP] Six weeks’ preparation for reading Caesar by Whiton, James Morris, 1833-1920 (1886, Boston, Ginn & Company). Il primo libro di latino.
  • [LAS] Latin at sight by Post, Edwin, 1851- (1894, Boston, Ginn & Company). Antologia di letture.
  • [EOL] Essentials of Latin for Beginners by Henry Carr Pearson (1915, New York, American Book Company). Testo-laboratorio introduttivo.
  • [LPC] Latin prose composition by Henry Carr Pearson (1903, New York, American Book Company). Esercizi di composizione in latino, organizzati per argomenti morfosintattici e avendo ad esempio la prosa di Cesare e di Cicerone.
  • [CLG] A complete Latin grammar by Harkness, Albert, 1822-1907 (1898, New York, American Book Company). Grammatica di riferimento, per consultazione.
  • [LGFC] A Latin grammar founded on comparative grammar by Allen, Joseph Henry, 1820-1898; Greenough, J. B. (James Bradstreet), 1833-1901 (1879, Boston, Ginn and Heath). Altra grammatica di riferimento, sempre per consultazione.

 

La strategia di utilizzo di questi materiali potrebbe essere disegnata in un percorso a tre fasi:

  • Livello zero: si parte dal [6WP]: fino al capitolo IX è quasi una passeggiata ma dal capitolo X la strada si fa improvvisamente ripida – è opportuno prevedere un momento di ripasso prima di attaccare l’ultima parte del testo.
  • Livello uno: al termine del [6WP] si può iniziare a leggere (e a tradurre) brani dal [LAS] e tornare con più cura su morfologia e sintassi, seguendo il laboratorio [EOL].
  • Livello due: fare della composizione in latino [LCP] permette di chiarirsi i restanti dubbi grammaticali, e di assorbire lo stile degli autori presi a riferimento.

(resta difficile pensare, ad oggi almeno, di concludere il percorso negli anni della scuola media).

Come metodo, non si possono promettere miracoli: ma alcune vecchie abitudini (tipo imparare a memoria i vocabolarietti forniti lezione per lezione (trascrivendoli), frasi di esempio delle regole sintattiche e riprodurre sul quaderno specchietti di declinazioni e coniugazioni) possono ancora giovare. E poi, avere qualcuno che ascolti la ripetizione delle flessioni correggendola (nel caso) aiuterebbe molto.

Restano da individuare metafore contemporanee per rendere attraenti tutte queste attività: suppongo che caricare i cinque pdf sullo smartphone per averli sempre a disposizione non sia sufficiente. Come riporta il Rovazzi: I don’t know what andiamo a comandare means but it’s a banger. Ecco, latino is a real banger, vai tu a farlo passare per tale.

 


quatuor praecepta generalia latinae linguae

Sicut monumenta, aere perennia.

i. Verbum Finitum cum subjecti nominativo numero et persona congruit.

ii. Adjectivum genere, numero et casu congruit cum eo cui attribuitur.

iii. Substantivum casu cum eo cui apponitur congruit.

iv. Relativum cum antecedente genere, numero et persona congruit, sed casu suam clausam spectat.