Archivi categoria: lettura del latino

Il compendio di storia sacra, del Lhomond.

Ciao a tutti,

è abbastanza nota l’opera De viris illustribus urbis Romae a Romulo ad Augustum, trattato settecentesco di storia romana (per personaggi celebri appunto) dalle origini sino ad Augusto, a cura dell’abate e storico francese Charles François Lhomond. Il latino che impiega è classicheggiante: alcuni brani tratti da questo testo si possono ancora trovare ai giorni nostri in qualche libro di versioni. Lettura gradevolissima in ogni caso – i francesi lo hanno usato come testo introduttivo scolastico per generazioni.

 

Ma dell’abate si ha anche notizia di un altro fortunato trattato, compendio di storia sacra (Vecchio Testamento): l’Epitome historiae sacrae; in questa edizione italiana di metà Ottocento, il curatore, Leonardo Olivieri, ha aggiunto un riassunto della vita di Gesù Cristo, a completamento. E ne è piuttosto orgoglioso: ecco come ne parla nell’introduzione:

”’

… Quello però (che) non debbo fare dell’opera ho fiducia mi sarà permesso farlo dell’edizione; la quale è stata con tanta diligenza e cura condotta, che l’ho resa superiore a quante altre vanno attorno comunemente in uso delle nostre scuole. Poiché vi ho aggiunto la Breve Vita dei S. N. Gesù Cristo; il testo l’ho fatto purgatissimo da ogni menda; i discorsi messi in bocca ai personaggi storici, li ho contraddistinti con virgole, affinché ai giovinetti sia resa più agevole la intelligenza della narrazione…

Queste cure varranno, confido, a meritarmi il pubblico favore , e la riconoscenza della studiosa gioventù al cui vantaggio consagro le mie fatiche.

Leonardo Olivieri A. C.

”’

Anche in questo libro, è usanza gradita l’aver riportato in appendice un piccolo vocabolario dei termini usati.

Buona lettura, nel caso.

 

 

 

 

 

 


Etymologiarum: sulla grammatica

Ciao a tutti,

ricorreva proprio ieri la festività di San Isidoro di Siviglia, primo enciclopedista. Approfittiamo per riscoprire un brano della sua Etymologiae, Originum sive etymologiarum libri viginti 

Liber I Caput V. De Grammatica.

  1. Grammatica est scientia recte loquendi, et origo, et fundamentum liberalium literarum. Haec in disciplinis post literas communes inuenta est, ut iam qui didicerunt literas, per eam recte loquendi rationem sciant. Grammatica autem a literis nomen accepit: γράμματα enim graeci literas vocant.
  2. Ars vero dicta est, quod artis praeceptis regulisque consistat. Alii dicunt, a graecis hoc tractum esse vocabulum ἀπὸ  τῆς ἀρετῆς, id est, a virtute, quam scientiam vocaverunt.
  3. Oratio dicta, quasi oris ratio: nam orare est loqui, et dicere . Est autem oratio contextus verborum cum sensu. Contextus autem sine sensu non est oratio, quia non est oris ratio • Oratio autem plena est, sensu, voce, et litera.
  4. Divisiones autem grammaticae artis a quibusdam triginta dinumerantur, id est, partes orationis octo: vox articulata, litera, syllaba, pedes, accentus, positurae, notae, orthographia, analogia, etymologia, glossae, differentiae, barbarismi, solecismi, vitia, metaplasmi, schemata, tropi, prosae, metra, fabulae, historiae.

 

La grammatica è la scienza del parlare correttamente, origine e fondamento delle arti liberali. Questa è costituita in disciplina a partire dalle lettere comuni, affinché quelli che hanno imparato l’alfabeto conoscano, per tramite suo, la ragione del discorrere correttamente, cioè in che modo farlo. Grammatica, infatti, prende il nome dall’alfabeto: i greci chiamano grammata l’alfabeto.

 

Buona continuazione, buona giornata


sei settimane per leggere Cesare, regolette per decodificare le frasi

Six Week for Reading Caesar

Vista la ricorrenza, difficile trattenersi.

Il testo di James Morris Whiton, Six weeks’ preparation for reading Caesar (Ginn & Company, Boston, 1886) è un testo-laboratorio introduttivo al latino, pensato per mettere abbastanza rapidamente in grado di leggere qualche brano dal De Bello Gallico di Cesare.

Ci sono richiami grammaticali e sintattici piuttosto sommari con esempi, vocabolarietti essenziali specializzati sul lessico del De Bello Gallico, esercizi di traduzione dal latino e in latino (dall’inglese); il testo fa riferimento, per quanto in esso non contenuto a grammatiche latine in voga nel periodo (qui una bibliografia essenziale per reperirle).

 

 

Nel testo abbiamo trovato qualche regoletta (empirica) che aiuti a districarci nella lettura: non basterà a farci tradurre all’impronta, d’accordo, ma almeno avremo qualche indizio in più.

  1. Il soggetto è messo per primo, in verbo per ultimo: Caesar duas legiones conscriptis.
  2. Se però si vuole dare enfasi, rilievo particolare al verbo, lo si può mettere prima, a volte anche per primo: Mosa profluit ex monte Vosego. Reperiebat in quaerendo Caesar.
  3. Le parole che si vogliono enfatizzare precedono quelle connesse con loro che non si vogliono enfatizzare: Eam partem minime firmam hostium esse animadverterat.  Ma ogni parola, tranne il verbo, può essere messa in fondo alla frase per enfatizzarla.
  4. I casi obliqui seguono le loro preposizioni ma precedono le parole che li reggono: Trans id flumen; Domum reverti coeperunt.
  5. Un genitivo che dipende da un pronome o aggettivo neutro, lo segue: Quid sui consilii sit ostendit.
  6. Un genitivo (non oggettivo) che specifica un nome con attributo viene interposto tra attributo e nome: Maximus Militum numerus.
  7. Se sia un genitivo soggettivo che un genitivo oggettivo specificano uno stesso nome, il soggettivo precede il nome e l’oggettivo lo segue: Pro veteribus Helvetiorum injuriis populi Romani.
  8. Cosa precede un nome? Un pronome dimostrativo, un aggettivo cui si vuol dare enfasi, un aggettivo numerale, correlativo, un aggettivo che indica una parte del proprio nome, precede il nome cui si riferisce: ipsa victoria; (quum) cum legiones magnum spatium abessent; **decem** dies; talis vir; de **media** nocte.
  9. L’infinitiva precede il verbo da cui dipende: castra munire jussit.
  10. Una parola molto corta, connessa ad una parola molto lunga, la precede: vir fortissimus.
  11. Un avverbio sta di solito immediatamente prima della parola che modifica: hostes repente celeriterque procurrerunt.
  12. Le parole autem, enim, e vero, ma, seguono la prima parola della frase. Quando le prime due parole della frase vanno assieme, o una di queste due è una voce del verbo essere, quella può andare per terza.
  13. Quidem, indeed, e quoque, anche, seguono la parola a cui danno enfasi. In Ne quidem, nemmeno, la parola cui dare enfasi va tra ne e quidem.
  14. Le particelle enclitiche, -que, -ne, -ve, vengono di solito aggiunte alla prima parola della frase.

 

 

Buona lettura, nel caso.


leggere Latino: di gerundio e gerundivo son piene le fosse.

Ciao a tutti,

quel bel costrutto latino costituito, grammaticalmente, da verbo in gerundio + nome in accusativo (complemento oggetto del gerundio) che si trasforma poi – e come si trova più spesso in letteratura – in verbo al gerundivo concordato col nome oggetto del gerundio declinato nel caso originale del gerundio stesso.

Detto così può sembrare una sciarada, ma basta fare qualche esempio per chiarirsi le idee.

gerundioetgerundivo

Il gerundio è un nome verbale: si declina; il gerundivo è un aggettivo verbale: si declina e concorda.

gerundioetgerundivoremone

Nel passare dal gerundio al gerundivo, il nome – complemento oggetto – prende il caso del gerundio a cui riferisce, mentre il gerundivo concorda.

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In sintesi: verbo in gerundio + nome in ACCusativo (del gerundio) <=> nome nel caso del gerundio + verbo in gerundivo, concordato opportunamente.

Siamo debitori di esempi e commenti a James Morris Whiton, nel suo Six weeks’ preparation for reading Caesar. (Ginn & Company, Boston, 1886).


probatio latina: tre domande, tanto per iniziare

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Ciao a tutti,

pochi sentono la mancanza delle interrogazioni di latino, molti tuttavia ne sono soggetti: per fortuna, ogni tanto, si trovano degli strumenti che aiutano.

Questo piccolo libro Probatio Latina: a series of questions designed to test the progress of learners on the Latin language (Charles, D.Morris, rettore emerito della Trinity School di New York – verso il 1870) è stato preparato principalmente con il proposito di fornire agli insegnanti i mezzi per verificare prontamente i progressi dei loro alunni in Latino. Sono più di 600 domande-esercizi, di difficoltà crescente: si inizia con semplici esempi di declinazioni.

Ecco le prime tre:

  1. Declinare mensa, il tavolo; hortus, il giardino; regnum, il regno.
  2. Declinare assieme alta fagus: l’alto faggio. Declina ager, il campo; puer, il ragazzo e individua le differenze tra loro.
  3. Quali casi hanno le stesse uscite nella Prima Declinazione? Quali in tutti i nomi neutri? Quali in tutti i nomi plurali?

È solo l’inizio. Buon fine settimana.


Pseudo-Apollodoro: Βιβλιοθήκη, la Biblioteca. In greco ed inglese, testo a fronte.

Lettura sempre affascinante, quella della mitologia greca. Dello Pseudo-Apollodoro, la Biblioteca – copia-e-incollando Wikipedìa – è una guida fondamentale, che tratta a partire dalle leggende sull’origine dell’universo fino alle vicende della guerra di Troia.

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Qui disponibili liberamente, dalla Loeb classical Library, in due volumi (Volume IVolume II).

La traduzione in inglese è a cura di James George Frazer; non parlate di lui a Wittgenstein, però: pare non ne avesse grande opinione.

La Loeb Classical Library è una collana editoriale di classici greci e latini, pubblicata a partire dal 1911. Di alcune edizioni, le più antiche, sono scaduti i diritti di copia e alcuni volumi sono stati meticolosamente scansionati e resi di libera consultazione (cliccate qui per trovarne un po’). I libri sono in lingua originale, testo a fronte in inglese; l’apparato critico è minimo.

 

 


Storie di uomini romani illustri: letture ed esercizi

Ciao a tutti,

il libro, scriveva Umberto Eco nella prefazione al Nome della Rosa, è una macchina per generare interpretazioni. Questa visione, per così dire dinamica o fenomenologica, trova di tanto in tanto – e dove poco te lo aspetteresti – conferme sperimentali confortanti.

 

Prendiamo ad esempio il volumetto Viri illustres urbis Romae, a Romulo ad Augustum, testo di storia romana introduttivo alla lettura del latino di Charles Francois L’Homond (1727-1794) qui in un’edizione anglosassone del 1866, a cura di James Hardie.

Una compilation di profili di personalità romane tratte da brani di Cicerone, Livio, Sallustio, Seneca, Valerio Massimo ed altri autori semplificati per uso didattico – sia nei dettagli che nella sintassi – ma che tiene a mantenere la classicità delle espressioni.

Nel tempo questo libro ha dato luogo a edizioni arricchite e commentate – sempre a scopi didattici: ad esempio, un’altra edizione Viri Romae; with introductory exercises, intended as a first book in the study of Latin del 1833, a cura di Frederick Percival Leverett e Thomas Gamaliel Bradford; presenta all’inizio esercizi di grammatica propedeutici alla lettura.

 

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Ancora, interessante questo compendio: Selections from Urbis Romae Viri Inlustres, di B.L.D’Odge, 1896: riporta solo pochi personaggi tra quelli del libro originale, ma fornisce anche esercizi di composizione basati sui brani latini selezionati.


domande buoniste, meno buoniste e cattivelle di grammatica Latina

Ciao a tutti,

durante l’ultima incursione nel sito archive.org (volumi di cui sono scaduti i diritti di copia e che sono stati scansionati e messi a disposizione per il pubblico vantaggio – si può scaricare e stamparne il pdf) ho trovato un libretto interessante: un compendio di domande di grammatica latina.

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Il titolo, già tutto un programma: Probatio Latina: a series of questions designed to test the progress of learners on the Latin language. Non si può dire che l’autore (Charles, D.Morris, rettore emerito della Trinity School di New York – verso il 1870) non sia stato esplicito: “Questo piccolo libro è stato preparato principalmente con il proposito di fornire agli insegnanti i mezzi per verificare prontamente i progressi dei loro alunni in Latino.” Così infatti ne inizia la prefazione.

Sono 659 domande-esercizi, numerati progressivamente e di difficoltà crescente: si inizia con semplici esempi di declinazioni e si prosegue con questioni di sintassi. A partire dal numero 552 vengono presentati dei piccoli brani da tradurre con evidenziate parole di cui si chiede un approfondimento grammaticale – un po’ come avviene in un’interrogazione a partire da una versione data come compito a casa.

Dove sia necessario, nel libro vengono fatti riferimenti a testi di grammatica standard (Harkness, Gildersleeve, Allen per citarne tre) del periodo – tutti volumi già noti su queste pagine o comunque agevolmente rintracciabili su archive.org.

Scommetterei i proverbiali EUR 0.50 di aver ridestato un qualche sopito interesse. Buon fine settimana.


repetita juvant: i classici nelle edizioni della Loeb Classical Library

Come informa Wikipedìa, la Loeb Classical Library è una collana editoriale di classici greci e latini, pubblicata a partire dal 1911 dalla Harvard University Press.

Di alcune edizioni, le più antiche (prima della prima guerra mondiale uscirono 54 volumi), sono scaduti i diritti di copia e i volumi sono stati – almeno alcuni – meticolosamente scansionati e resi di libera consultazione (cliccate qui per trovarne un po’); ovvero al link http://bit.ly/LoebAtArchiveDotOrg.

I classici sono in lingua originale, testo a fronte in inglese – poi non venite a dirmi che quest’ultimo serve solo per sapere dove si trovi la stazione della metropolitana più vicina 😉 ; l’apparato critico è minimo.

Anche questo tesoro è sterminato: inizieremo a saccheggiarlo quanto prima.

Buona lettura, caso mai l’inverno si protraesse oltre la durata della Settimana Enigmistica.

 

 


leggere Latino: De Viris Illustribus. L’inizio dell’Impero romano

Ciao a tutti,

un brano di storia romana da leggere in Latino? Ma sì, dai, in fondo come è andata lo sappiamo già – ci si dovrebbe ritrovare con poca fatica.

DE VIRIS ILLUSTRIBUS URBIS ROMAE, A ROMULO AD AUGUSTUM.

ROMANI IMPERII EXORDIUM.

”’PROCA, rex Albanorum, duos filios, Numitorem et Amulium, habuit. Numitori, qui natu major erat, regnum reliquit; sed Amulius, pulso fratre, regnavit, et ut eum sobole privaret, Rheam Sylviam ejus filiam Vestae sacerdotem fecit, quae tamen Romulum et Remum uno partu edidit. Quo cognito, Amulius ipsam in vincula conjecit, parvulos alveo impositos abjecit in Tiberim, qui tunc forte super ripas erat effusus ; sed, relabente flumine, eos aqua in sicco reliquit. Vastae tum in iis locis solitudines erant. Lupa, ut fama traditum est, ad vagitum accurrit, infantes lingua lambit, ubera eorum ori admovit, matremque se gessit.”’

 

Così inizia il fortunato Viri illustres urbis Romae, a Romulo ad Augustum, testo di storia romana introduttivo alla lettura del latino di Charles Francois L’Homond (1727-1794) qui in un’edizione anglosassone del 1866, a cura di James Hardie. Fortunato perché pare – a sentir wikipedìa – che in Francia venga ancora utilizzato a scopi didattici; abbiamo poi anche visto proprio questo testo venire proposto come versione su un qualche testo italiano.

Stile e lessico molto semplice: da apprezzare l’uso dei participi, delle proposizioni relative e della paratassi con cui l’autore descrive, incalzante, l’intervento risolutivo della lupa.

 

p.s.: notevole, dello stesso libro, un’altra edizione Viri Romae; with introductory exercises, intended as a first book in the study of Latin del 1833, a cura di Frederick Percival Leverett e Thomas Gamaliel Bradford; con esercizi propedeutici alla lettura.