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Latino 101 – sommario dei complementi di luogo

Con il termine di corso 101 si indica, nel mondo universitario americano, un corso assolutamente introduttivo, che non abbia alcun prerequisito. Un po’ tipo il latinuccio che una volta si faceva alle medie.

E i primi complementi che si studiano (dopo i complementi che sono espressi direttamente dai casi) sono quelli di luogo:

Il trucco per ricordarli? Semplice:

  • se sono fermo, allora è ABLativo;
  • se mi muovo DA, allora è ABLativo;
  • se mi muovo VERSO o ATTRAVERSO, allora è ACCusativo.

con (o senza) le preposizioni, a seconda.

Ancora, un’estensione di spazio va di norma in ACCusativo, ma se l’estensione indica una differenza, allora va in ABLativo.

 

La sintesi è tratta da [CLG] A complete Latin grammar by Harkness, Albert, 1822-1907 (1898, New York, American Book Company).

 

 

 

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Latino 101 – la concordanza del pronome relativo con il suo antecedente

Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in cammino. Al poeta riescono sintesi ispirazionali precluse al bibliotecario veterorazionalista, ahimè. Ma comunque vada il viaggio, più prima che poi ti imbatterai i quei simpaticissimi Lestrigoni adoratori della concordanza.

E ricordiamo che, in Latino la concordanza ha lo stesso grado di necessità delle tre leggi della robotica di Asimov: impossibile sfuggirle. Eccone le tre leggi

  1. concordanza del verbo con il soggetto della frase: il verbo concorda con il soggetto della frase in numero e genere;
  2. concordanza dell’aggettivo con il nome da cui è retto: l’aggettivo concorda con il nome da cui è retto in genere, numero e caso;
  3. concordanza del pronome con il suo antecedente: il pronome concorda con il nome cui si riferisce in genere e numero.

Queste leggi – osservate tassativamente – servono per ricollegare le parole tra di loro, determinando a quali si riferiscano; la loro importanza è ovvia: vanno sapute, sia riconoscere – in traduzione – che applicare – in costruzione.

Per padroneggiare la concordanza (3) del pronome (relativo) con il suo antecedente, bisognerà pur sapere che

  1. esistono cose come i pronomi relativi (qui, quae, quod)
  2. che un pronome relativo si riferisce a qualche altra parola (da cui il nome)
  3. che la parola cui si riferisce è detta il suo antecedente: trovare l’antecedente, questo è il problema.

A questo punto, un pronome relativo concorda con il suo antecedente in genere e numero, ma il suo caso dipende dalla costruzione della frase in cui si trova, non dal caso del suo antecedente. Qualche esempio spiega tutto:

concordanzadelpronomerelativo_20160913

 

Tra questi, notevole il numero (6): l’uso del pronome determinativo is, ea, id come antecedente del relativo:

Is, qui est fortis, laudatur. Egli, il quale è forte, è lodato.

Ma il pronome relativo può anche venire prima (per maggiore enfasi, al solito) del suo antecedente:

Qui est fortis, is laudatur. Colui (il quale) che è forte, (egli) è lodato. Questa figura retorica latina viene detta prolessi (anticipazione) del relativo.

 

 

Dobbiamo questa bella paginetta esplicativa al testo Essentials of Latin for Beginners di Henry Carr Pearson.

 

 


Latino 101 – le dure leggi della concordanza

Cosa succede quando ignori le (pessime) opinioni dei contemporanei e ti viene l’ideona di iscriverti alla prima occasione in una scuola superiore che preveda ancora l’insegnamento della lingua Latina? Ti serve dare un’occhiata – meglio due – a un corso di latino per neofiti, una sorta di latino 101 (ammettiamolo, detto così fa più chic: con il termine di corso 101 si indica infatti, nel sistema scolastico degli Stati Uniti, un corso introduttivo, che non abbia quindi alcun prerequisito): qualcosa che, col pretesto di insegnare i rudimenti di questo linguaggio permetta anche di consolidare un po’ di analisi (grammaticale/logica/del periodo) dell’italiano, di costruire (di ampliare, a voler peccare di ottimismo) il lessico, di tornare a parlare di storia antica.

Comunque vada, più prima che poi ti imbatterai nelle leggi della concordanza, che spiegano come alcuni legami nel significato delle parole all’interno della frase vengano espressi attraverso legami nelle flessioni (declinazioni e coniugazioni) delle parole stesse.

Con lo stesso grado di necessità delle tre leggi della robotica di Asimov, ecco le tre leggi della concordanza latina:

  1. concordanza del verbo con il soggetto della frase: il verbo concorda con il soggetto della frase in numero e genere;
  2. concordanza dell’aggettivo con il nome da cui è retto: l’aggettivo concorda con il nome da cui è retto in genere, numero e caso;
  3. concordanza del pronome con il suo antecedente: il pronome concorda con il nome cui si riferisce in genere e numero.

Queste leggi – osservate tassativamente in letteratura – servono per ricollegare le parole tra di loro, determinando a quali si riferiscano; la loro importanza è ovvia: vanno sapute, sia riconoscere – in traduzione – che applicare – in costruzione.

Per padroneggiare la concordanza (2) dell’aggettivo con il nome, è opportuno fare qualche esercizio di declinazione congiunta nome<-aggettivo; ecco qualche test. A farne – per scritto – uno al giorno, alla fine sapremo le declinazioni di nomi ed aggettivi a menadito.

concordanza

 

Questi esercizi sono tratti da The new delectus; or, Easy steps to Latin construing by George Henry Stoddart (1857, Whittaker, London).

Ah oggi, almeno in Lombardia, ricomincia la scuola. Come del resto alla fine di un viaggio c’è sempre un viaggio da ricominciare.

 


Latino 101 – ancora bibliografia, antologia con esercizi

wpIMG_20160623_1057-028Con il termine di corso 101 si indica, negli Stati Uniti, un corso universitario introduttivo, che non abbia quindi alcun prerequisito.

Un po’ come quando butti il cuore oltre l’ostacolo e ti metti a studiare un po’ di latino (il latinuccio del mio primo insegnante… ah nostalgia canaglia) alle scuole medie. Attività opzionale, e peggio ancora non sei nemmeno così ferrato sulla grammatica italiana (al punto che puoi usare lo studio del latino per verificare la conoscenza dell’italiano tanto quanto viceversa; suggerimenti: 1. prova a tradurre il perfetto con il passato remoto – quest’ultimo, almeno in Lombardia, è ormai dimenticato. 2. il lessico… vabbè qui è come sparare sulla croce rossa).

Niente paura: ma serve un corso di latino per neofiti, una sorta di latino 101 (ammettiamolo, detto così fa più chic): qualcosa che, col pretesto di insegnare i rudimenti di questo linguaggio permetta di consolidare un po’ di analisi (grammaticale/logica/del periodo) dell’italiano, di costruire (di ampliare, a voler peccare di ottimismo) il lessico, di tornare a parlare di storia antica.

Una piccola bibliografia essenziale, messa assieme a partire da testi di pubblico dominio, dei quali sia possibile scaricare, stampare, condividere il pdf, addirittura fotocopiare e distribuire senza alcun timore è disponibile qui.

Rispetto a quest’ultima ci sarebbe ancora da aggiungere qualche altro libro di lettura, una qualche antologia con richiami di grammatica, facciamo tre proposte:

Ecco, ad aver voglia di esercitarsi sui verbi, sul lessico e sulle regole grammaticali qui ne trovate per tutti i gusti.