Archivi tag: metodo naturale

greco antico, tassonomia dei modificatori di parola

Ciao a tutti,

dal saccheggio delle librerie virtuali di testi antichi continuano ad uscire vere e proprie perle: è la volta di una piccola tassonomia dei modificatori di una parola.

 

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Apòcope, metàtesi e afèresi mi erano ben noti, ma sugli altri…

L’elenco è preso da Charles Anthon, A Grammar of the Greek Language (Harper & Brothers, 1842 New York).   

Buon fine settimana.

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modernariato libri: tre introduzioni al greco antico, ciascuna a modo suo

Ciao a tutti,

anche oggi un’incursione e saccheggio alle librerie di pubblico dominio su internet, archive.org e textkit.com, quest’ultima specializzata in testi di greco antico e di latino.

Obiettivo? Mah, più che una meta tangibile si va alla ricerca del sacro graal del libro di testo più comodo per imparare qualche rudimento di greco antico, meta condizionata da due vincoli ben stringenti: il progressivo rimbambimento senile (senectus ipsa est morbus, diceva Seneca, e la senectutem si rivela gogliardicamente ma tristemente molestam: in ambedue i casi vi è da stare poco allegri) del vostro visitatore compulsivo di librerie virtuali, altro vincolo è il residuo tempo a disposizione per questa velleitaria impresa.

Ah, come ben si potrebbe invidiare il Dantès, nella sua giovinezza, con un maestro del calibro dell’Abate Faria e con tutto quel tempo a disposizione! Ma basta lamentatio, passiamo alla consolatio odierna, e nel farlo ringraziamo doverosamente i digitalizzatori, novelli amanuensi del XXI secolo (senza l’onere di conoscere ciò che copiano).

La proposta bibliografica odierna è costituita da tre testi introduttivi al greco antico, per tre approcci didattici alternativi:

  • J.B. Mayor, A Greek for beginners (1869, Mc Millan & Co.). Dando per acquisita una conoscenza elementare del latino (il “latinuccio” che si faceva una volta alle medie, per intenderci), in questa grammatica si confrontano la morfologia e i costrutti dei due linguaggi spiegando il greco “per differenza” dal latino (quando ciò sia possibile, almeno).
  • J.W.White, First Greek Book (link obsoleto, vedi sotto) (1896, Ginn & Company). Grammatica con esercizi, convenzionale nell’ispirazione, assolutamente progressiva nei contenuti e senza pretese di farci diventare filologi classici dopo il primo corso. Nell’appendice ci sono, raggruppati per comodità di consultazione, tutti (o quasi, per quel poco che ci capisco insomma) gli schemi delle declinazioni e delle coniugazioni dei verbi. Ottimi per interrogare lo sventurato, la sventurata che si sia azzardato ad occuparsi della materia seriamente, in palestra: in fondo basta saperli leggere. Aggiornamento del 2016.08.28: dal link sopra riportato si scarica un pdf a cui manca una pagina. Su archive.org c’è una versione completa: per accedervi, basta cliccare qui.

di quest’ultimo, avevamo già accennato

  • W.H.D. Rouse, A First Greek Course (ed. del 1916, Blackie And Sons). Qui il greco antico è introdotto viva voce, cioè con il metodo naturale (lettura – dialogo e lessico relativi alla lettura – pillola di grammatica – esercizietto di retroversione, ripetere ad libitum).

(aggiunta di fine 2016, 24.12.2016 per l’esattezza)

  • Clarence W. Gleason, A Greek Primer (1903, American Book Company). Introduce i vari argomenti secondo quella che all’autore è sembrata “la linea di minor resistenza”: anticipa l’aoristo secondo, rimanda la discussione su nomi e aggettivi contratti dopo quella sui verbi contratti, rimanda le flessioni del duale alle tavole in appendice, inizia lo studio della morfologia dal verbo, seguito dalla seconda declinazione; infine gli esercizi di composizione in greco antico vengono subordinati a quelli di traduzione dal greco antico – dipendono largamente, per lo svolgimento, da quanto si impara in questi ultimi. In questo modo l’autore spera di rendere l’inizio dello studio della lingua maggiormente attrattivo.

Buona giornata, la commemorazione oggi è dovuta.


pillole di stoicismo romano: Epitteto e Marco Aurelio

Ciao a tutti,

il pensiero stoico di oggi, per gli appassionati del genere.

 

 

APRIL l6 – AS a traveller inquires the road of the person he meets,  without any desire for that which turns to the right hand, more than to the left; for he wishes for neither of these, but that only which leads him properly.  Thus we should come to God as to a guide. Just as we make use of our eyes, not persuading them to show us one object rather than another, but receiving such as they present to us. But now we hold the bird with fear and trembling, and, in our invocations to God, entreat Him, “Lord, have mercy upon me : suffer me to come off safe.” You wretch! would you have any thing, then, but what is best? And what is best, but what pleases God? Why do you, as far as in you lies, corrupt your judge and seduce your adviser?   E. D. ii. 7, 3. (dalle Diatribe di Epitteto).

 

Questo volume di pensieri stoici, uno al giorno per un anno, è stato digitalizzato ed è disponibile liberamente su archive.org. W.H.D. Rouse, Words of ancient Wisdom (ed. del 19o6, Methuen & Co).

Buona continuazione di fine settimana.


pillole di stoicismo romano: W.D.H. Rouse, Parole di Saggezza Antica (Epitteto e Marco Aurelio)

Ciao a tutti,

non sai mai quello che trovi in biblioteca, a cercare senza meta apparente.

Il famoso (a causa della sua dedizione al metodo naturale nell’insegnamento delle lingue classiche) professor William Henry Denham (W. H. D.) Rouse si era dato la pena (nel 1906, fanno giusto 110 anni) di compilare una selezione di letture da Epitteto e Marco Aurelio. Una massima al giorno, un day book insomma.

 

April 14 – FROM an unseasonable regard to divination, we omit many duties. For what can the diviner see, besides death, or danger, or sickness, or in short, things of this kind? When it is necessary, then, to expose oneself to danger for a friend, or even a duty to die for him, what occasion have I for divination? Have not I a diviner within, who hath told me the essence of good and evil, and who explains to me the indications of both ? What further need, then, have I of the entrails of victims, or the flight of birds ! E. D. ii. 7, i. (dalle Diatribe di Epitteto).

 

E quindi? Stoici (neostoici, poststoici, anche pseudostoici, accettiamo chiunque) di tutto il mondo uniamoci, è la nostra volta. E il libro è stato digitalizzato ed è disponibile liberamente. W.H.D. Rouse, Words of ancient Wisdom (ed. del 19o6, Methuen & Co).

Buon inizio del finir di settimana.


modernariato libri: greco antico, insegnato col metodo diretto

Ciao a tutti,

la scadenza dei (lunghissimi) termini del diritto di copia, associata alla diffusione delle tecniche di digitalizzazione, fa sì che si possa avere accesso a volumi altrimenti rari, anche dal proprio smartphone.

Dopo aver ringraziato doverosamente i digitalizzatori, novelli amanuensi del XXI secolo (senza l’onere di conoscere ciò che copiano), saccheggiamo la libreria.

Ad esempio, pensate che i positivisti e i filologi tedeschi abbiano fatto rovina della conoscenza del greco antico con la loro ubbia di ridurre la conoscenza di una lingua ad un pattern di tipo logico-deduttivo basato sul “ti spiego la regola grammaticale, e poi tu traduci”? C’è chi dice no (in particolare, quelli dell’accademia Vivarium Novum), e c’è chi il suo no l’ha detto tanto tempo fa (W.H.D. Rouse).

E quindi? Nulla di grave, ma ecco una bibliografia essenziale per iniziare a lavorarci sopra.

ancora

  • W.H.D. Rouse, A Greek reader (1907, Blackie And Sons). Altre letture.  

 

Buon inizio settimana.


metodo naturale o metodo grammatico-traduttivo

Quid facerem? Ratio naturalis vel grammatica-conversio ratio? Nescio, sed insipiens inceptor obduro.