Archivi tag: sintassi latino

lezioni di greco antico, Terza Declinazione: temi in Linguale

Ciao a tutti,

ancora esempi di nomi con temi in muta per la Terza Declinazione, è la volta di quelli in linguale.

  • Terza Declinazione, temi in linguale (τ, δ, θ); vocabolario, esercizi. Scarica il file pdf della lezione da qui: agreekprimerlessonxv.

Tutte queste lezioni, tradotte con cura e pazienza – e introducendo qua e là simpaticissimi svarioni –  dal testo del Gleason A Greek Primer (1903, New York, American Book Company), sono disponibili a questo indirizzo, basta cliccare qui (ogni tanto c’è un corrige e i pdf delle lezioni vengono rinnovati).

Per i temerari del computer, c’è la possibilità di scaricare direttamente i sorgenti delle traduzioni: così, se volete ampliare vocabolari o esercizi o modificare spiegazioni e note, potete poi ricostruire i pdf.

https://github.com/gpciceri/milagathos/tree/master/aGreekPrimer (caveat: sono scritti in LaTeX, altro linguaggio per molti ma non per tutti).

Per segnalare gli (in)evitabili errori, altre sviste e per osservazioni o suggerimenti, scrivete a gp (dot) ciceri (at) gmail (dot) com (indirizzo email ottenuto dopo le ovvie sostituzioni).

Buon lavoro.


lezioni di greco antico, Terza Declinazione: temi in Palatale e in Labiale

Ciao a tutti,

la Terza Declinazione, o Declinazione in Consonante, comprende tutti i nomi che non appartengono né alla Prima né alla Seconda Declinazione. Si studia per tipo di tema: nella maggior parte dei nomi i temi sono in consonante, ci sono anche (pochi) nomi in vocale o in dittongo. Iniziamo dai temi in muta palatale e labiale.

  • Terza Declinazione, temi in palatale (κ, γ, χ) e in labiale (π, β, φ); vocabolario, esercizi. Scarica il file pdf della lezione da qui: agreekprimerlessonxiv.

Tutte queste lezioni, tradotte con cura e pazienza – e introducendo qua e là simpaticissimi svarioni –  dal testo del Gleason A Greek Primer (1903, New York, American Book Company), sono disponibili a questo indirizzo, basta cliccare qui (ogni tanto c’è un corrige e i pdf delle lezioni vengono rinnovati).

Per i temerari del computer, c’è la possibilità di scaricare direttamente i sorgenti delle traduzioni: così, se volete ampliare vocabolari o esercizi o modificare spiegazioni e note, potete poi ricostruire i pdf.

https://github.com/gpciceri/milagathos/tree/master/aGreekPrimer (caveat: sono scritti in LaTeX, altro linguaggio per molti ma non per tutti).

Per segnalare gli (in)evitabili errori, altre sviste e per osservazioni o suggerimenti, scrivete a gp (dot) ciceri (at) gmail (dot) com (indirizzo email ottenuto dopo le ovvie sostituzioni).

Buon lavoro.


lezioni di greco antico, periodo ipotetico (introduzione)

Ciao a tutti,

in questa lezione si introduce il periodo ipotetico: ecco arrivare protasi e apodosi insomma. E facendo uso delle (poche) forme verbali che conosciamo per il momento  – all’indicativo quindi. Ancora, nascosto in una frase di esercizio, il primo esempio (per questo testo) del tipico periodo simmetrico, fatto da due frasi che si contrappongono e individuabile dalle particelle μέν e δέ.

  • Introduzione al periodo ipotetico, il periodo contrapposto tra μέν e δέ, vocabolario, esercizi. Scarica il file pdf della lezione da qui: agreekprimerlessonxiii(corrige 2017.01.16).

Tutte queste lezioni, tradotte con cura e pazienza – e introducendo qua e là simpatici svarioni –  dal testo del Gleason A Greek Primer (1903, New York, American Book Company), sono disponibili a questo indirizzo, basta cliccare qui.

Per i temerari del computer, c’è la possibilità di scaricare direttamente i sorgenti delle traduzioni: così, se volete ampliare vocabolari o esercizi o modificare spiegazioni e note, potete poi ricostruire i pdf.

https://github.com/gpciceri/milagathos/tree/master/aGreekPrimer (caveat: sono scritti in LaTeX, altro linguaggio per molti ma non per tutti).

Per segnalare gli (in)evitabili errori, altre sviste e per osservazioni o suggerimenti, scrivete a gp (dot) ciceri (at) gmail (dot) com (indirizzo email ottenuto dopo le ovvie sostituzioni).

Buon lavoro.


lezioni di greco antico, nomi maschili della declinazione in A

Ciao a tutti,

da un certo punto di vista siamo arrivati ad una svolta: con questa lezione abbiamo esaminato prima e seconda declinazione, gli aggettivi della prima classe, l’indicativo attivo e le regole di sintassi più importanti: c’è abbastanza materiale per permetterci di tradurre e magari comporre un bel numero di frasette elementari, allargando allo stesso tempo il lessico a nostra disposizione (leggi: padroneggiare meglio le regole di un gioco tutto sommato ancora semplice).

Oppure si potrebbe andare avanti ad introdurre altri elementi di morfosintassi, ovvero iniziare a complicare le regole del gioco: nelle prossime 12 lezioni si affronteranno infatti la terza declinazione (qualche tipo di tema, almeno), l’indicativo medio e passivo, il verbo essere, i pronomi dimostrativi e αὐτός.

Visto come sono messo con gli esercizi, sarà meglio mi fermi un po’ a farne degli altri. Intanto ecco qui i materiali di questa lezione, la dodicesima.

  • Declinazione in A – nomi maschili, accusativo di relazione, vocabolario, esercizi: agreekprimerlessontwelve (corrige 2017.01.15).

Tutte queste lezioni, tradotte pian piano dal manuale introduttivo di Clarence W. Gleason, A Greek Primer (1903, New York, American Book Company), sono disponibili a questo indirizzo, basta cliccare qui.

Per i ninja della tipografia al computer, c’è poi anche la possibilità di scaricare direttamente i sorgenti delle traduzioni: così, se vorrete ampliare vocabolari o esercizi o modificare spiegazioni e note, potrete poi ricostruire i pdf. L’indirizzo dove trovarli è questo: https://github.com/gpciceri/milagathos/tree/master/aGreekPrimer (caveat: sono sorgenti LaTeX, altro linguaggio per molti ma non per tutti).

Per segnalare gli (in)evitabili errori, altre sviste e per osservazioni o suggerimenti, scrivete a gp (dot) ciceri (at) gmail (dot) com (indirizzo email ottenuto dopo le ovvie sostituzioni).

Buon lavoro.


lezioni di greco antico, ripasso dell’indicativo attivo

Ciao a tutti,

le lezioni di greco antico, tratte dal  manuale introduttivo di Clarence W. Gleason, A Greek Primer (1903, New York, American Book Company), iniziano a farsi interessanti: l’approccio è veramente elementare, e non si pretende chissà quale rigore nell’esposizione, ma arrivati all’undicesima lezione è già tempo di rivedere, precisando meglio qua e là qualche concetto, tutto l’indicativo attivo (almeno per i verbi della coniugazione in -ω, non contratti).

 

  • Ripasso dell’indicativo attivo, tema e temi temporali del verbo, perfetto secondo, vocabolario, esercizi: agreekprimerlessoneleven (corrige 2017.01.15).

Tutte queste lezioni, tradotte pian piano dal testo del Gleason, sono disponibili a questo indirizzo, basta cliccare qui.

Per i temerari del computer, c’è la possibilità di scaricare direttamente i sorgenti delle traduzioni: così, se volete ampliare vocabolari o esercizi o modificare spiegazioni e note, potete poi ricostruire i pdf.

https://github.com/gpciceri/milagathos/tree/master/aGreekPrimer (caveat: sono scritti in LaTeX, altro linguaggio per molti ma non per tutti).

Per segnalare gli (in)evitabili errori, altre sviste e per osservazioni o suggerimenti, scrivete a gp (dot) ciceri (at) gmail (dot) com (indirizzo email ottenuto dopo le ovvie sostituzioni).

Buon lavoro.


lezioni di greco antico, perfetto e piuccheperfetto indicativo attivo: lascia o raddoppia?

Ciao a tutti,

ci sono squadre di calcio che ci hanno messo tanti e tanti anni, ma alla fine sono arrivate alla decima (Coppa dei Campioni); noi invece, con le lezioni tratte dal  manuale introduttivo di Clarence W. Gleason, A Greek Primer (1903, New York, American Book Company), abbiamo bruciato le tappe: alla decima lezioni si può anche iniziare il perfetto e piuccheperfetto indicativo attivo.

E non vi è perfetto senza raddoppiamento: sermo incipit fieri obscurus? Con un po’ di pazienza e trascrivendo qualche coniugazione ad esercizio, nulla di così stupefacente.

  • Perfetto e piuccheperfetto indicativo attivo, il raddoppiamento, vocabolario, esercizi, dialogo: agreekprimerlessonten (corrige 2017.01.15).

Tutte queste lezioni, tradotte pian piano dal testo del Gleason, sono disponibili a questo indirizzo, basta cliccare qui.

Per i temerari del computer, c’è la possibilità di scaricare direttamente i sorgenti delle traduzioni: così, se volete ampliare vocabolari o esercizi o modificare spiegazioni e note, potete poi ricostruire i pdf.

https://github.com/gpciceri/milagathos/tree/master/aGreekPrimer (caveat: sono scritti in LaTeX, altro linguaggio per molti ma non per tutti).

Per segnalare gli (in)evitabili errori, altre sviste e per osservazioni o suggerimenti, scrivete a gp (dot) ciceri (at) gmail (dot) com (indirizzo email ottenuto dopo le ovvie sostituzioni).

Buon lavoro.


lezioni di greco antico, un po’ di sintassi

Ciao a tutti,

continua imperterrita la traduzione delle prime lezioni tratte dal  manuale introduttivo di Clarence W. Gleason, A Greek Primer (1903, New York, American Book Company): oggi si esaminano alcuni elementi di sintassi, comuni al Latino e al Greco; la trattazione è ovviamente di vecchio stile e di stampo anglosassone, potrebbe risultare un po’ desueta o strana. A ragionarci su, però, diventa anche divertente: ecco, magari ad aggiungerci degli esempi, tutto resterebbe più chiaro.

  • Alcune regole di sintassi comuni a Latino e Greco, vocabolario, esercizi, dialogo: agreekprimerlessonnine (corrige 2017.01.16).

Tutte queste lezioni, tradotte pian piano dal testo del Gleason, sono disponibili a questo indirizzo, basta cliccare qui.

Per i temerari del computer, c’è la possibilità di scaricare direttamente i sorgenti delle traduzioni: così, se volete ampliare vocabolari o esercizi o modificare spiegazioni e note, potete poi ricostruire i pdf.

https://github.com/gpciceri/milagathos/tree/master/aGreekPrimer (caveat: sono scritti in LaTeX, altro linguaggio per molti ma non per tutti).

Per segnalare gli (in)evitabili errori, altre sviste e per osservazioni o suggerimenti, scrivete a gp (dot) ciceri (at) gmail (dot) com (indirizzo email ottenuto dopo le ovvie sostituzioni).

Buon lavoro.


il senso del dovere latino: la perifrastica passiva

 

rovistare tra grammatiche latine di fine ottocento, si trovano, di tanto in tanto, esempi e specchietti riassuntivi carini.

 

Per esprimere il senso del dovere, nulla di meglio della perifrastica passiva. Si forma con il gerundivo (aggettivo verbale) dell’azione impiegato come predicato nominale.

 

Come funziona?

  • è una coniugazione passiva, quindi la frase va girata al passivo: io devo fare qualcosa -> qualcosa deve essere fatto da me;
  • il soggetto della frase (chi che “deve fare” qualcosa) va quindi in DATivo (dativo d’agente; non A, AB+ABLativo);
  • un verbo intransitivo va quindi usato impersonalmente (in pratica il predicato nominale è in genere neutro).

 

 

 

Come si coniuga?

 

 

 

Per riferimento, da dove sono tratti questi specchietti,  Essentials of Latin for Beginners. (H.C.Pearson, American Book Company, New York, 1912).

Buon fine settimana.


ritorno a scuola? a tutta perifrastica (attiva, si spera).

 

Mai come in prossimità del ritorno a scuola resta attuale ricordarsi della perifrastica attiva. E a rovistare tra grammatiche latine di fine ottocento, si trovano, di tanto in tanto, specchietti riassuntivi carini.

La perifrastica attiva si forma con il participio futuro attivo e il verbo essere. Ha significato attivo e futuro: esprime l’idea di essere sul punto di fare qualcosa, di iniziare a fare qualcosa, di voler fare qualcosa.

Visto che non c’è il tempo futuro nel congiuntivo, possiamo usare questa perifrastica al suo posto.
Come si coniuga in pratica?

 

wp-1473142652078.jpeg

 

 

Per riferimento, da dove sono tratti questi specchietti,  Essentials of Latin for Beginners. (H.C.Pearson, American Book Company, New York, 1912).

Morale? Per dirla col Rovazzi, imperaturi sumus (andiamo a comandare).

 

Buona settimana.


l’avverbio latino viene dall’aggettivo. casi elementari

 

A rovistare tra grammatiche latine di fine ottocento, si trovano, di tanto in tanto, specchietti riassuntivi carini.

Gli avverbi si formano a partire dagli aggettivi: se l’aggettivo è della prima classe, allora si aggiunge -e alla radice della parola, se invece è della seconda classe si aggiunge -ter. Tutto qui? Quasi: per alcuni aggettivi, invece, si ricava l’avverbio corrispondente direttamente o dall’ablativo singolare o dall’accusativo singolare neutro.

 

Per riferimento, da dove è tratto questo esempio,  Essentials of Latin for Beginners. (H.C.Pearson, American Book Company, New York, 1912).

Morale? La solita: si impara la regola e si memorizzano alcune sue eccezioni notevoli come elementi del lessico di base.

Buona domenica.